Il Prof in malattia a Lodi, al lavoro a Vibo

In sei anni assente per 1.500 giorni. Intanto faceva l'avvocato in Calabria

Gianpaolo Iacobini

Roma Insegnava diritto alle superiori in Lombardia, ma in cinque anni e mezzo non è mai entrato in classe, o quasi: si dava per malato o al capezzale del padre infermo, invece patrocinava cause in Calabria.

Alfredo Mercatante, avvocato cassazionista, a lungo ha sventolato il vessillo della legalità da componente del coordinamento provinciale di Libera in quel di Vibo Valentia. Ieri mattina, però, il legale cinquantacinquenne è finito dalla parte dei cattivi. I finanzieri della Compagnia di Lodi gli hanno notificato un'ordinanza cautelare, confinandolo ai domiciliari nella sua casa di San Costantino Calabro, paese di 2.000 anime che il prof allergico (a quanto pare) all'insegnamento aveva guidato da sindaco, dal 1989 al 1997, eletto nelle fila del Pds, prima di tornare a sedere in consiglio all'opposizioni, dal 2002 al 2007.

Nel 2004, all'indomani del ritrovamento di tre cartucce e di una latta di benzina davanti al portone dello studio, il suo nome era risuonato pure in Parlamento, oggetto di un'interrogazione presentata dal senatore diessino Nuccio Iovene. Adesso, invece, di lui si occupano la cronaca nera e la Procura di Lodi.

L'inchiesta che ha portato alla scoperta di quello che gli inquirenti ghostbusters definiscono il professore fantasma ha preso spunto dalle segnalazioni di due istituti superiori lombardi, l'Ambrosoli di Codogno ed il Merli-Villa Igea di Lodi. Troppe per non destar sospetti - le assenze messe in fila tra il settembre del 2011 ed il febbraio del 2017. Per la precisione, 1.533. Presente solo per richiedere permessi o presentare certificati, il professor Mercatante: 700 giorni di congedo per assistere il padre malato, più di 800 per far fronte all'invincibile lombosciatalgia che lo affliggeva, diagnosticata sempre dallo stesso medico, la cui posizione è ora al vaglio del pm Alessia Menegazzo che aveva ordinato di passare ai raggi x la vita lavorativa dell'acciaccato insegnante.

E le Fiamme Gialle, dopo tre mesi di pedinamenti e acquisizioni documentali, hanno appurato che nel quinquennio considerato l'ex sindaco, più che stare al fianco del genitore o mettersi a letto per lenire i suoi dolori, se n'era andato in giro sì per aule, ma giudiziarie. Collezionando oltre 350 udienze tra Tribunale e Giudice di Pace di Vibo e Tar di Catanzaro.

Non più tardi di tre giorni fa la notizia (pubblica) d'un nuovo incarico, per sostenere davanti ai giudici amministrativi le ragioni d'una lista civica che dalla vicina Ionadi, dopo la sconfitta alle elezioni dell'11 giugno, chiedeva attraverso l'avvocato Mercatante l'invalidazione delle operazioni elettorali. Udienza fissata al 18 ottobre. Abbastanza in là nel tempo da consentire al prof indagato di consultarsi con il suo alter ego avvocato e capire come difendersi dall'accusa di truffa allo Stato per i 100mila euro di stipendio incassati in 5 anni e mezzo senza sedere in cattedra per tenere una lezione che fosse una.