Profanata a Thiene la tomba dell'alpino caduto in Afghanistan

Ignoti hanno profanato la tomba di Matteo Miotto, ucciso a 24 anni in Afghanistan il 31 dicembre 2010, nel cimitero di Thiene (Vicenza).

«Un atto ignobile da condannare con fermezza perchè ferisce la memoria di un giovane della nostra terra che ha perso la vita in missione di pace - dice il sindaco di Vicenza Achille Variati -. Mi auguro che possa essere individuato quanto prima il responsabile di questo vile gesto - prosegue il sindaco - ed esprimo solidarietà alla famiglia di Matteo Miotto, al Corpo degli Alpini, alle associazioni delle Penne Nere e al sindaco di Thiene per questo atto di grave inciviltà». «La profanazione della tomba dell'alpino Matteo Miotto, avvenuta nel cimitero di Thiene, è un gesto vile e ignobile e che dimostra come purtroppo la mamma degli imbecilli sia sempre incinta». Lo dichiara Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d'Italia. «Peggio mi sentirei - conclude La Russa - se invece che imbecilli, gli autori del gesto inqualificabile fossero mossi da vergognosi motivi ideologici che tutt'oggi alcune aree politiche sostengono. Spero che la magistratura faccia presto piena luce su questo atto vandalico contro un figlio d'Italia che ha perso la vita eroicamente».

Commenti

krgferr

Gio, 14/04/2016 - 10:08

Da Gengis Kan e Tamerlano, da Hitler a Stalin a Pol Pot, poco di nuovo sul fronte della civiltà; salvo, evidente, una accelerazione nel processo di autoannientamento della razza umana. Saluti. piero