Professoressa uccisa, una nuova indagata per truffa

La donna avrebbe convinto Gloria a consegnare 187mila euro a Defilippi. Spunta anche una pistola

C'è una nuova persona indagata nell'inchiesta per truffa ai danni di Gloria Rosboch, l'insegnante 49enne scomparsa da casa, a Castellamonte, lo scorso 13 gennaio e ritrovata una settimana fa senza vita. A finire nell'inchiesta una donna, forse la telefonista che avrebbe contattato l'insegnante fingendosi impiegata di banca per convincerla a consegnare 187mila euro a Gabriele Defilippi (l'ex allievo), da venerdì in carcere per l'omicidio della professoressa. La donna è stata ascoltata dagli inquirenti alla presenza del suo avvocato. Gloria Rosboch aveva presentato una denuncia per truffa nei confronti dell'ex allievo.I carabinieri intanto hanno effettuato accertamenti nei casinò del Nord Italia e della Costa Azzurra nell'ambito dell'inchiesta. Obiettivo: quello di verificare se i soldi siano stati persi al gioco da Gabriele Defilippi, in carcere per l'uccisione dell'insegnante di Castellamonte e indagato per la truffa ai suoi danni. È stato lo stesso Defilippi a sostenere, nel corso degli interrogatori a cui è stato sottoposto, di essere un frequentatore abituale di sale da gioco. Secondo alcuni testimoni, interpellati dai carabinieri, era solito giocare anche mille euro a puntata. Defilippi aveva raccontato di avere consegnato i 187mila euro all'amante e complice Roberto Obert, anche lui in carcere per l'omicidio così come la madre del ragazzo, Caterina Abbattista. «Una parte li ha spesi - ha sostenuto - gli altri li ha messi nella sua cassetta di sicurezza». Il particolare si è però rivelato falso: dentro la cassetta i carabinieri non hanno trovato il denaro. Infine una pistola: l'arma sarebbe stata consegnata dallo stesso Defilippi a Obert, che nel corso degli interrogatori ha sostenuto di averla sotterrata. «Era una semiautomatica, i proiettili erano simili a quelli in uso alle forze di polizia», ha detto Obert davanti al gip Marianna Tiseo. «Gabriele me l'aveva fatta vedere per vantarsi - ha aggiunto - poi me la consegnò il 14 gennaio», ovvero il giorno dopo l'omicidio dell'insegnante di Castellamonte.