Profughi, oggi l'Unione decide se arrendersi

I migranti sono aumentati del 28%, il summit a Bruxelles certificherà il caos

Fausto BiloslavoI capi di stato e di governo europei si riuniscono a Bruxelles per tamponare la rotta balcanica e chiudere l'accordo con la Turchia sui migranti, ma aumenta il flusso verso le nostre coste dalla Libia. Fino a ieri sono stati registrati 11.907 arrivi dall'inizio dell'anno, il 28% in più rispetto al 2015. Quasi 2000 sono sbarcati nelle ultime 72 ore. Non solo: il principale risultato sbandierato dalla missione navale europea, a guida italiana, che doveva «combattere i trafficanti di uomini» è di aver raccattato in mare 10mila profughi e clandestini facendo il gioco dei signori dei barconi.Ieri ed oggi i leader dei 28 paesi Ue si riuniscono per la settima volta dallo scorso maggio per affrontare la bomba immigrazione. L'obiettivo è fermare il flusso di migranti verso la Grecia rimandandoli in Turchia, prima che la primavera porti all'apertura di nuove rotte lungo l'Albania e via mare verso la Puglia. Ankara ha imposto che per ogni siriano rimandato indietro, l'Unione europea deve accoglierne altrettanti legalmente spezzando il traffico clandestino di uomini. Il problema è che il programma di ricollocamento di 160mila profughi resta lettera morta. I paesi dell'Est guidati dall'Ungheria puntano i piedi e fino ad oggi solo 4555 rifugiati sono stati distribuiti in 11 paesi. In realtà bisognerebbe procedere ad un ritmo di almeno 5600 trasferimenti al mese. Non solo: la Turchia ha raddoppiato la richiesta economica alla Ue per chiudere l'accordo passando da 3 a 6 miliardi di euro. Ed in più Ankara punta alla liberalizzazione dei visti considerato fumo negli occhi da Londra e Parigi. La piccola Cipro potrebbe mettere il veto e solo la Germania difende a spada tratta l'intesa capestro, che sembra inevitabile e dovrà venir definitivamente sancita oggi. Altrimenti la Ue rischia di implodere politicamente e di venir travolta dalla massa umana di migranti prevista quest'anno.Nel frattempo noi continuiamo a raccogliere profughi e clandestini lanciati verso le nostre navi dai trafficanti, certi di un passaggio sicuro verso l'Italia. Negli ultimi 3 giorni unità dell'operazione Mare sicuro schierate contro il terrorismo nel Mediterraneo, della Guardia costiera e della missione europea Triton, che dovrebbe presidiare i confini marittimi, hanno sbarcato in Italia oltre 1500 profughi e clandestini. L'aspetto più paradossale è il bilancio di sette mesi e mezzo di missione della flotta Eunavformed ribattezzata Sophia. «Abbiamo salvato oltre diecimila vite» annunciava il 14 marzo l'ammiraglio Enrico Credendino, comandante italiano dell'operazione Ue. In realtà la flotta europea era nata per combattere la rete dei moderni schiavisti con la «distruzione del business model dei trafficanti e contrabbandieri», ma non è mai entrata in questa fase dimostrando il suo fallimento. Al contrario lo sta favorendo portando i migranti in Italia «mai in Libia o paesi terzi», come ha specificato Credendino.Lo stesso comandante italiano ha spiegato, che per scarsità di barconi più grossi i trafficanti usano gommoni cinesi, che non tengono il mare, guadagnando 100mila euro a viaggio. Intanto sanno che i migranti vengono recuperati dalle navi italiane ed europee sotto il nostro comando. Oltre al danno non manca la beffa. A Bruxelles il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, dopo l'attacco di Al Qaida contro i turisti in Costa d'Avorio, dichiarava: «Il 70% dei flussi migratori che attraverso la Libia arrivano in Italia» proviene dall'Africa occidentale. Ovvero da 16 paesi, ma solo due, Nigeria e Mali sono in stato di guerra interna con gruppi jihadisti. Dagli altri si scappa soprattutto per motivi economici, come ha ammesso ieri lo stesso premier italiano a Bruxelles battendo cassa. «I migranti economici sono sognatori senza documenti. Bene, queste persone devono essere accompagnate a portare i sogni nel proprio territorio - ha spiegato Matteo Renzi - E quindi bisogna far sì che ci siano i soldi perché l'Africa possa svilupparsi e crescere».