"Pronto a farsi esplodere per non essere catturato"

Milano Quando i carabinieri del Ros (Reparto operativo speciale) di Milano l'altro ieri sono arrivati all'aeroporto «Marconi» di Bologna per arrestare Vitaliy Markiv in arrivo da Kiev con la moglie, gli avevano preparato un «benvenuto» piuttosto consistente dal punto di vista della sicurezza. Del resto le intercettazioni dei colloqui della madre dell'italo ucraino, Oksana M., con l'amica Sasha, il 9 marzo scorso, non lasciavano dubbi sulla pericolosità del soggetto.

«Già appena scoppiarono i moti insurrezionali di piazza Maidan, (Kiev, gennaio 2014) e Vitaliy era appena arrivato in Ucraina, mi diceva che bisognava tenere sempre addosso una granata per evitare la prigione - racconta la donna alla conoscente, che ad Ancona gestisce con il compagno un'associazione che raccoglie fondi, vestiti e medicinali a favore dell'Ucraina. (...) Loro si lasciavano sempre una granata di riserva per non farsi imprigionare».

Il 2 maggio Manlio R. - compagno italiano di Oksana, nonché patrigno del 27enne che il 24 maggio 2014 a Sloviansk (Ucraina) uccise, tra gli altri, il 30enne foto-reporter pavese Andrea «Andy» Rocchelli - parlando con il fratello Ubaldo, disegna un profilo poco rassicurante del figliastro. «Ubà - dice l'uomo riferendosi al fratello con tono enfatico, quello sta combattendo Quelli sparano là! Fa un mese a casa e tre mesi al fronte...Adesso sta facendo l'accademia lui, per diventare ufficiale, pertanto sta sempre sotto pressione! Ma non lo so se viene a giugno, se gliela fa pure lui(...) e ma là non è che gioca, eh! Là spara per sparare eh Ubà! (...) là i cecchini se non stai attento ti fanno saltare la capoccia eh! Tutti cecchini è! (...) se l'è scelto lui d'altronde, non è chee!».

Da un'altra telefonata tra Oksana e Sasha, si capisce implicitamente che Vitaliy ha ricoperto il ruolo di comandante di un plotone, pur essendo un volontario non appartenente all'esercito regolare. «Mi ha detto: Mamma, il comportamento dei soldati sempre dipende dal comportamento di un comandante. Come mai i miei soldati non bevono e non si sparano? Perché bisogna tenere la disciplina e dare il buon esempio. Solo dopo puoi pretendere qualcosa da loro».