Pronto il taglio delle aziende pubbliche che hanno più dirigenti che dipendenti

Onorevole Mazziotti, più di 8mila società partecipate, 1800 addirittura senza dipendenti. Ma perché non si riesce a chiuderle subito?

«Perché le partecipate sono diventate in molti casi uno strumento per fare politica, per distribuire poltrone e clientele. E tutti i partiti quando si tratta di toccare i propri interessi perdono lo slancio riformista... Solo Scelta Civica batte su questo tasto dall'inizio della legislatura. Adesso pare che tutti si siano svegliato anche grazie a “Mafia Capitale”. E speriamo che il governo inserisca nel maxi emendamento alla Stabilità le proposte che facciamo da mesi: taglio delle società con più amministratori che dipendenti e di quelle con fatturato sotto i 100mila euro, sanzioni per chi non adempie».

Pensa che sia la volta buona?

«Direi di sì se il governo recepirà le nostre proposte, perché poi sul maxi emendamento metterà la fiducia. Sarebbe un risultato tutto di Scelta Civica. Non c'è mai stata su questo tema una maggioranza entusiastica. Ora tutti improvvisamente si sono scoperti contrari a queste società inutili. Un miracolo dovuto soprattutto al clamore degli ultimi scandali».

I precedenti non incoraggiano. Molte partecipate dovrebbero essere chiuse, perché così prevedeva la legge di Stabilità del 2013. Ma la maggior parte sono rimaste in piedi, in barba alla norma. Come è possibile?

«Perché le norme non prevedevano sanzioni abbastanza incisive. Di fatto, gli enti locali che non si sono adeguati non hanno mai subito alcuna conseguenza».

La risposta di governatori e sindaci è sempre questa: le aziende pubbliche danno un servizio che i privati farebbero pagare di più.

«È un'affermazione in moltissimi casi totalmente falsa. Le tariffe pubbliche sono altissime e il costo per i cittadini è aumentato ancora di più dal fatto che molte società pubbliche perdono e devono essere ricapitalizzate: e così salgono le tasse locali. Non è un caso se dove ci sono tante municipalizzate le tasse volano. Si distribuiscono poltrone e a pagarle sono i cittadini».

Ci sono partecipate dove i manager prendono anche più di 300mila euro. Ma non c'era il tetto dei 240mila euro per i dirigenti pubblici?

«In realtà il decreto Madia dovrebbe aver esteso il tetto anche alle partecipate degli enti locali. Ma la normativa è così confusa che sono stati sollevati una serie di dubbi interpretativi. Sarebbe opportuna una norma esplicita che chiarisca la situazione una volta per tutte».

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 19/12/2014 - 17:41

Renzi non riesce a chiudere le organizzazioni parassitarie perchè Napolitano non firma, onde proteggere i supporters che ha piazzato, che di scambio, lo esaltano e gli danno il voto. Adesso che l'Europa impone il licenziamento dei burocrati oppressori, lui piuttosto di violare il "patto scellerato", si dimette (Grillo dice che si "costituisce". Ogni tanto ne dice qualcuna giusta anche lui).