Lo «psico-testamento» di Casaleggio

L'omaggio del figlio Davide: il video delirante del guru a 5 Stelle

Jacopo Granzotto

Roma Bastano nove minuti per ipotizzare il punto di non ritorno dell'evoluzione umana guidata dal grande e ostile database. Bastano nove minuti per dormire preoccupati. È una carrellata inquietante quella che Gian Roberto Casaleggio affida a un video testamento, reso pubblico ieri dal figlio Davide, per indagare le potenziali prospettive di uno sviluppo tecnologico il cui punto di caduta potrebbe essere l'intelligenza umana schiacciata da quella artificiale. Siamo in piena «psicostoria» Asimoviana, previsioni psicanalitiche su un futuro statisticamente probabile. Dal primo automa, del 1769, per il gioco a scacchi, al Deep Blu di Ibm che nel 1996 sconfisse Kasparov. E poi l'inesorabile Hal 9000 di Odissea nello Spazio, le pecore elettriche sognate dagli androidi, quelle che ispireranno Blade Runner di Ridley Scott. Da Darwin alle stampanti 3D, il video, postato sul blog di Beppe Grillo, riallinea le tappe del progresso tecnologico. In sostanza, Casaleggio parla di web e Intelligenza artificiale come del sistema nervoso, sensi, memoria e cervello di un superessere che in futuro controllerà il pianeta. E, cosa che preoccupa, sfuggirà alla comprensione umana.

Un momento che viene definito Singularity, appunto il titolo del video. Che termina con un riferimento a un'intervista del 2015 di Stephen Hawking alla Bbc, dove l'astrofisico parla della fine della razza umana come conseguenza dello sviluppo dell'intelligenza artificiale, e che il testo, letto da un attore, colloca, potenzialmente, dagli anni '40 del nostro secolo. «A mio padre piaceva riflettere sul futuro e il tema della Singularity lo aveva appassionato nell'ultimo periodo. Per questo aveva progettato un filmato su cosa avrebbe potuto significare questo momento per l'umanità. Non fece in tempo a pubblicarlo. Ho pensato che oggi, il giorno del suo Santo preferito nonché il compleanno del Movimento 5 Stelle, sarebbe stato un bel giorno per renderlo pubblico». «Oggi - prosegue Davide - ci affidiamo all'intelligenza artificiale per la capacità di leggere e interpretare i dati che produce il mondo che ci circonda. Avvocati che ricercavano tra i faldoni oggi possono essere sostituiti da Watson, avanzato sistema di intelligenza artificiale. Analisti che stilavano report meteo sempre più spesso vengono sostituiti da sistemi automatizzati. Anche per la ricerca del percorso più breve nel traffico ormai è uso comune affidarsi allo smartphone. Arriveranno momenti in cui per alcuni ambiti dovremo riflettere sulla superiorità dell'intelligenza artificiale. L'appiglio? Tentare di non farci sottomettere. Lui, il guru, ci stava già provando.