Puntare sui fondi azionari con un pizzico di Etf europei

Chi ha molta liquidità ed è scarico di azioni o degli altri titoli finanziari più rischiosi (obbligazioni convertibili, titoli dei mercati emergenti, obbligazioni ad alto rendimento) può beneficare di un contesto di mercato più chiaro. Infatti, rispetto alle prime settimane di quest'anno, adesso gli investitori sanno che la Bce segue con attenzione l'evoluzione dell'economia e dei mercati ed è determinata a supportare la crescita con ogni mezzo. Si può pertanto procedere, senza fretta e senza eccessi, ad accumulare investimenti in fondi ed Etf azionari (meglio quelli europei e, in seconda battuta quelli giapponesi, rispetto a quelli Usa, perché Wall Street ha valutazioni meno convenienti). Allo stesso tempo è possibile incrementare il peso in portafoglio verso le tipologie di titoli destinate ad essere acquistate dalla Bce (obbligazioni societarie non finanziarie) ed investire in Etf e nei fondi corporate bond e high yield europei: i primi possono contare su rendimenti medi del 2% mentre i fondi e gli Etf high yield europei possono sfruttare rendimenti medi del 5,7 per cento. Si può anche puntare sui fondi high yield statunitensi, che offrono attualmente un rendimento medio addirittura dell'8,6% e che possono limitare l'esposizione al settore energetico a rischio dove sono previsti molti fallimenti per via dei prezzi al collasso del petrolio. Oltre a frazionare l'investimento in più riprese (tramite piano di accumulo o spezzando gli acquisti in più riprese), è bene mettere in conto un orizzonte temporale di almeno 12 mesi (meglio se di 24) per poter beneficiare dei frutti dell'investimento.