Quando il Cav scese in campo sul web

Il responsabile Internet degli azzurri ricorda l'esordio sulla rete del 1995

«La nostra è una storia di primati, ma quelli degli altri partiti non ce l'hanno mai riconosciuto». Chi parla è Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia e responsabile azzurro per quanto riguarda Internet e nuove tecnologie. Il parlamentare è autore del libro «Internet e Comunicazione politica. Strategie, tattiche, esperienze e prospettive» pubblicato quest'anno dalla casa editrice Franco Angeli. Il volume sarà presentato dopo domani allo spazio Cobianchi di piazza Duomo a Milano (ore 18). Interverranno al dibattito Mariastella Gelmini, coordinatrice di Forza Italia in Lombardia, Simona Malpezzi deputata del Pd e la giornalista del Foglio Paola Bulbarelli, oltre allo stesso autore. Modererà l'incontro Francesco Maria Del Vigo, vicedirettore de Il Giornale.

Ricorda Palmieri: «Noi siamo sbarcati sul web a febbraio del 1995, a ottobre dello stesso anno abbiamo cominciato ad aggiornare quotidianamente il sito Internet di Forza Italia». L'ispirazione era arrivata da Berlusconi stesso già alla fine del 1994: «Il presidente non è uno smanettone, ma la sua visione anticipatrice del futuro ci ha permesso di essere il primo partito ad arrivare su internet, insieme ai Radicali, e poi in questo campo, noi del gruppo Comunicazione, abbiamo libertà assoluta».

Un esempio di successo? Nel 2013, campagna elettorale per le politiche, imperversavano i meme che prendevano in giro il Cavaliere per la sua idea di restituire agli italiani l'Imu pagata l'anno prima. Era tutto un «Berlusconi che restituisce cose». Con i social network intasati.

Così Palmieri e il suo gruppo di lavoro hanno reagito agli sfottò: «Abbiamo pubblicato sul sito del Presidente una sua foto con le mani in tasca e la scritta: Restituiremo Monti alla Germania». Il deputato precisa: «Tutto è stato fatto senza chiedere il permesso, Berlusconi l'ha visto dopo e, data la sua autoironia e il buon riscontro della campagna, ha apprezzato». Per il deputato azzurro quella del contro-meme è stata «una campagna internet per internet», cioè giocata tutta sul web. Un discorso simile vale per il concorso sui manifesti di Forza Italia taroccati, ospitato sul sito del partito alla vigilia delle politiche del 2001, agli albori della satira in rete: «In giuria c'erano Adriano Galliani, Emilio Fede e Peppino Prisco. I migliori hanno vinto una cena ad Arcore con Berlusconi e i tre giurati». Spiega Palmieri: «La concezione assembleare di Internet è sbagliata, perché da libero sfogo all'insulto». Infine l'affondo: «La rete non è un luogo dove fare il nuovo '68».