Quanti crolli inspiegabili: si indaga per disastro colposo

L'ospedale inagibile, la scuola anti-sismica danneggiata e il campanile restaurato crollato: si attiva la Procura

Anna Maria Greco

Roma Salvati i superstiti, estratte dalle macerie le vittime, ricoverati gli sfollati, ora ci si pone la domanda se ci sono colpe e responsabilità dietro ai crolli di case private ed edifici pubblici provocati dal terribile sisma che ha devastato alcune aree del Reatino e dell'Ascolano.

E la magistratura si muove. Un primo passo, dovuto, ancora cauto, ma che potrà portare molto lontano. La Procura di Rieti ha, infatti, aperto un'inchiesta per disastro colposo. L'indagine è coordinata dal procuratore capo Giuseppe Saieva, affiancato dai pm Cristina Cambi, Lorenzo Francia e Rocco Gustavo Maruotti.

«Il nostro è un atto dovuto - spiega al Giornale Saieva-, ma se emergeranno fatti penalmente rilevanti perseguiremo i colpevoli. Per ora, abbiamo le notizie dai mass media e già quelle sono sufficienti per aprire un fascicolo. Non sono arrivate denunce, ma è ancora troppo presto, perché le forze dell'ordine sono impegnate nel primo soccorso delle vittime, nel tirar fuori dalle rovine morti e feriti. Ma quando ci riferiranno quello che hanno accertato, procederemo. L'inchiesta si farà. La procura si sta già muovendo con estrema serenità».

L'attenzione si concentra sulla scuola di Amatrice, restaurata nel 2012 secondo le norme anti-sismiche, 3 anni dopo il disastro dell'Aquila, ma gravemente danneggiata. Sul campanile della chiesa di Accumoli, anch'esso restaurato con fondi stanziati per il sisma del '97 eppure abbattutosi su una casa, uccidendo una famiglia di 4 persone. E poi sull'ospedale «Grifoni» di Amatrice, che il terremoto ha reso inagibile, tanto che medici e infermieri hanno dovuto allestire un punto di primo soccorso all'aperto. Ma ci sarebbero anche caserme dei carabinieri danneggiate e altro.

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, annuncia che «sarà oggetto di indagine» il caso dell'istituto scolastico di Amatrice, ristrutturato nel 2012 con fondi per la riqualificazione antisismica. «L'edificio - precisa- in realtà non è crollato ma è lesionato. Per ristrutturarlo sono stati utilizzati fondi del Miur del 2004 messi a bando nel 2011. A noi risultano stanziamenti ad Amatrice per 29 edifici».

La fase iniziale dell'inchiesta della magistratura si spiega con un motivo preciso. «Dovevamo aprire un fascicolo con un'ipotesi di reato contro ignoti -dice il procuratore di Rieti- perché il codice ci impone, quando le forze dell'ordine ci informano di morti violente, di compiere esami sui corpi delle vittime, identificarle, accertare la causa decesso, crollo delle strutture o altro, eventualmente fare dei sopralluoghi e poi autorizzare le sepolture». Solo una formalità, dunque? «Non una semplice formalità- precisa Saieva-, un atto dovuto. Ma vuol dire che andremo a curiosare, anche sulla base delle informazioni di giornali e tv, di questo primo processo mediatico. Poi vedremo come procedere».

Fuori dal Palazzo, però, monta il sospetto dell'opinione pubblica di fronte all'ennesimo disastro sismico e si cerca dai pm un segnale che la giustizia agirà, scoprirà se almeno alcune delle morti potevano essere evitate.

«Accerteremo tutto quello che potremo- assicura il procuratore-. Ma la magistratura non dà segnali, con intenti educativi o sociologici, nè agisce in modo preventivo. Anche se, mettendo sotto inchiesta eventuali responsabili, un effetto preventivo lo può ottenere, perché forse altri ci penseranno bene prima di ripetere comportamenti sbagliati».