Ma quanto si litiga al volante: cinque guidatori da evitare

Non tutti gli attaccabrighe patentati sono uguali: dai vendicatori ai filosofi, il catalogo per noi è questo

Chi si arrabbia per ogni intoppo lungo la strada. E chi per una manovra azzardata o una mancata precedenza. Chi non sopporta quei turisti con il naso all'insù, che ammirano la città, senza preoccuparsi della macchina che arriva. E chi, invece, se la prende con quelli che non sanno usare le rotatorie e si fermano in mezzo. E c'è anche chi è pronto a discutere solo se allo scattare del verde al semaforo il guidatore davanti non ha già ingranato la terza.

Le arrabbiature e le conseguenti discussioni al volante sono all'ordine del giorno in Italia: nell'ultimo anno 20,9 milioni di automobilisti sono stati coinvolti in una lite su strada e chi ha discusso lo ha fatto mediamente per 2,5 volte, il che equivale a quasi 51 milioni di litigi, secondo un'indagine commissionata a mUp Research da Facile.it. Le donne perdono le staffe più degli uomini (63% del campione contro il 61%), ma sono più pazienti se si deve attendere che venga liberato l'accesso a un passo carraio. Sul fronte geografico, via via che si scende lungo lo Stivale, le arrabbiature diventano più frequenti: ha litigato il 56,5% dei residenti al nord, il 64% di quelli del centro ed il 68% del sud o delle isole. Numeri che forse non hanno molto di scientifico, ma possono essere confermati dalle esperienze di tanti.

Ecco le tipologie di guidatori che prima o poi incontriamo (e possiamo diventare) tutti:

1 Il superman o superwoman: sa tutto lui/lei. E guai a chi si mette in mezzo (alla strada). Che sia per una mancata precedenza (il più frequente motivo di lite, ha riguardato il 32% del campione) o per una manovra pericolosa (27%, al secondo posto) il superman/woman fa scattare subito la sua furia.

2Il vendicatore: se a una rotatoria si ha un attimo di esitazione sulla strada da prendere, se non si mette la freccia al momento opportuno, se si azzarda un sorpasso, il punitore è pronto a scendere dall'auto, al primo attimo utile, per «farti vedere» lui come si guida.

3L'insultatore: magari fuori, a cena con gli amici, nella vita di tutti i giorni, gli insulti non sa dove stanno di casa. Ma appena sale in auto è pronto a offendere tutti: 4 milioni di italiani hanno litigato proprio a causa di ingiurie da parte di altri automobilisti nei loro confronti. Davanti a un attacco verbale la miglior difesa è il sorriso, dicono.

4Il filosofo (a tempo): non lo fanno arrabbiare i veicoli parcheggiati davanti a un passo carraio, né le persone al telefono, mentre sono alla guida. E nemmeno la doppia fila che solitamente crea una coda lunghissima. L'unica situazione che gli fa perdere le staffe è il verde del semaforo. Se nel secondo preciso in cui si scatta il via libera l'auto davanti a lui non si muove, è pronto a mettere in moto la sua ira. La vita va presa con filosofia, il verde del semaforo va preso al volo, è il suo motto.

5Gli altri (che siamo noi): è sempre colpa degli altri. Dei turisti, impegnati a godersi la bellezza della città in cui si trovano, che spesso si dimenticano che quella città ha anche strade e auto e stanno con il naso all'insù, attraversando senza guardare. Oppure dei pedoni distratti, che rientrano nella stessa categoria. Il 25% del campione intervistato indica proprio loro come causa di litigio. Perché quando si è in auto ci si dimentica, che, a volte, turisti pieni di meraviglia e con il naso all'insù - lo siamo anche noi. E siamo anche, almeno ogni tanto, pedoni distratti.