Quattordicesime a più pensionati L'esecutivo vuol comprare pure loro

Allo studio l'allargamento della platea. Ma Boeri (Inps) frena

Gian Maria De Francesco

Roma La legge di Stabilità, che da quest'anno si chiamerà legge di Bilancio, si arricchisce di un nuovo capitolo di spesa. È intenzione del governo, soprattutto del premier Matteo Renzi e del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, aumentare la platea di pensionati che beneficerà della cosiddetta «quattordicesima».

L'assegno che vale fino a 500 euro viene erogato ai pensionati a basso reddito proprio nel mese di luglio. Attualmente lo incassano circa due milioni di persone: il confronto che il governo sta portando avanti con i sindacati mira proprio a estendere l'elenco dei beneficiari. Finora il bonus è stato destinato a coloro che hanno almeno 64 anni e un reddito annuo lordo da pensione inferiore a 9.786,86 euro centesimi. Ora si pensa alla soglia di 13mila euro lordi. Il costo, stimato in circa 800 milioni, non è insostenibile in sé.

Vi sono, però, due variabili da non trascurare. La prima è che i sindacati chiedono un innalzamento a 8.124 euro lordi annui della no tax area per i pensionati mettendoli sullo stesso piano dei lavoratori dipendenti. Il costo è di poco più di 250 milioni di euro. La seconda variabile si chiama copertura: questo miliardo di spesa in più si andrebbe ad aggiungere ai 3,5 miliardi di taglio Ires già spesato, ai 2,5 miliardi ipotizzati per limare di un punto l'aliquota Irpef del 23% e, soprattutto, ai 15 miliardi necessari per disinnescare le clausole di salvaguardia sull'Iva. Tenere tutto insieme sarà molto difficile, ma si capisce come la linea morbida con il sindacato potrebbe risultare molto conveniente in ottica referendum, soprattutto se la consultazione dovesse essere rinviata successivamente al varo della manovra. Se ne parlerà nel prossimo incontro con i sindacati al quale parteciperà il sottosegretario Nannicini.

L'Inps ha reso noto che nel primo semestre le nuove pensioni sono state 189.851, in calo del 34% rispetto allo stesso periodo del 2015. L'aumento della speranza di vita (quattro mesi in più) scattato per tutti e quello dell'età pensionabile di vecchiaia per le donne (18 mesi per le dipendenti e un anno per le autonome) ha ridotto il flusso di nuovi pensionamenti. L'età media dei lavoratori dipendenti in pensione anticipata o di anzianità ha superato la soglia dei 60 anni (60,4 anni contro i 59,8 del primo semestre 2015). Ma il presidente dell'Inps, Tito Boeri frena: «Ci sono tantissime cose allo studio, siamo alle indiscrezioni per ora e i dettagli sono importanti».