Quegli animali fedifraghi (ma soltanto a fin di bene)

Solo pochissimi rimangono fedeli al partner. Tutti gli altri "divorziano" per rafforzare la specie

Quasi 100.000 separazioni e 50.000 divorzi l'anno, che avvengono mediamente dopo una quindicina d'anni di alcove e magioni condivise. Questa l'impietosa fotografia della popolazione italiana che ha solide radici cattoliche, ma virgulti piuttosto deboli. Dopo pochi anni d'amore per la pelle i piccioncini cominciano a udire il canto delle sirene che li chiama prepotentemente alla scappatella extraconiugale e poi al tradimento consolidato e quindi al patatrac.

Ma uomini e donne sono fatti per essere fedeli? Secondo Christopher Ryan, psicologo e coautore di Sex at Dawn, libro di notevole successo negli Usa, la monogamia è una condizione innaturale per gli esseri umani, quindi, a suo vedere, saremmo geneticamente programmati verso la promiscuità sessuale. Dall'altra parte Marlene Zuk, biologa dell'evoluzione all'Università della California, sostiene, che, nonostante le nostre scappatelle, possiamo considerarci una specie determinata verso la monogamia e, assieme a poche altre specie animali, rappresentiamo pur sempre un esempio di virtù nella natura (sempre che la fedeltà sia considerata tale).

Ma che succede appunto nel mondo animale? Gli animali sono generalmente monogami o regna anche lì la promiscuità? I lettori favorevoli all'amore puro e duraturo si coprano gli occhi perché il mondo animale ci fornisce la conferma che se l'uomo è davvero programmato all'infedeltà è in ottima compagnia, visto che quasi tutte le specie animali tradiscono, senza tanti scrupoli mentali, i loro partner. Ma loro hanno una scusa che regge: la maggiore possibilità di sopravvivenza della specie.

È del tutto evidente che se un animale si accoppia con numerosi partner, avrà maggiori possibilità di avere prole numerosa e diversificata geneticamente, il che vuol dire maggiori possibilità di sopravvivere ai predatori, alle malattie e agli eventi drammatici che la natura gli riserverà soprattutto nelle fasi giovanili della vita.

Solo dal 3 al 5% di 5000 specie di mammiferi vivono assieme per l'intera vita. Tra queste le lontre, i castori e i lupi sono le specie che maggiormente conosciamo. Quando si sale nella scala evolutiva le cose non vanno molto meglio, visto che solo il 6% delle 300 specie di primati nel mondo, sono considerate monogame. Tra queste le più note sono i gibboni.

Negli uccelli sono più frequenti gli esempi di monogamia. I cigni raramente «divorziano» e normalmente stanno assieme per tutta la vita. Se il compagno muore, chi rimane vedovo si riaccoppia e mantiene il legame per la vita intera.

Molto più vicini a noi e spesso disdegnati o allontanati con vari metodi, i piccioni formano coppie durature che convivono per tutta la vita. L'Avvoltoio dalla testa nera arriva a cacciare in modo violento chi insidia sessualmente la sua femmina.

L'Aquila calva o Aquila testa bianca (il simbolo dell'America) si accoppia con un solo compagno per tutta la vita. Il Pinguino imperatore è un monogamo un po' malandrino, perché rimane tale per un anno, poi si stufa e va alla ricerca di un'altra femmina.

Il pesce angelo caraibico forma coppie durature e se uno dei due dovesse morire, l'altro preferisce rimanere single (e sconsolato) per tutta la vita, piuttosto che cercare un nuovo compagno.

Ci sono poi salamandre, antilopi, cani della prateria e altri animali monogami, ma il regno animale è popolato di esseri arrapati, pronti a fregare i compagni dei migliori amici. E senza dolersene troppo.