Quei cacciatori di teste pagati ma inascoltati

Prima la selezione (ben retribuita) delle candidature, poi la scelta dei soliti noti

Milano - «I nominativi che compongono le liste sono stati individuati secondo una procedura di selezione, svolta con il supporto di primarie società di consulenza per la selezione e il reclutamento manageriale, sulla base di criteri di professionalità e secondo prassi di uso comune di mercato», spiega il ministero del Tesoro nella nota sulle nomine delle partecipate statali. L'incarico è stato affidato a grandi firme del settore come Eric Salmon & Partners, Korn Ferry e Spencer Stuart.

La direttiva del ministro dell'Economia e delle finanze sulle procedure di individuazione dei componenti degli organi sociali delle società partecipate dal ministero prevede che per riempire in tempo tutte le caselle dei cda e per far sì che i prescelti abbiano un curriculum attinente con il ruolo che dovranno ricoprire scendano in campo gli head hunter. Viene però da chiedersi quanto abbiano effettivamente pesato le liste dei candidati stilate dai cacciatori di teste rispetto agli elenchi messi in circolo dal sottobosco dei gran ciambellani di corte, dei lobbisti navigati e dei consigliori del giglio magico. Nomi a volte sussurrati alla stampa anche per «bruciarli» oppure per testare le reazioni. Manovre politiche di cacciatori di poltrone e dei loro sponsor.

I cacciatori di teste hanno comunque svolto il loro lavoro. E per questo presenteranno il conto al governo. Le poltrone ai boiardi di Stato, le fatture ai contribuenti.