Quei pomeriggi interminabili sono più creativi di una lezione

di N ecessaria premessa: forse ridurre le ferie ai professori e le vacanze agli studenti sarà conveniente dal punto di vista economico. Però i bambini e i ragazzi passano già moltissimo tempo a scuola, almeno questa è la mia sensazione di genitore (e di ex alunno: ai miei tempi, che non sono così lontani, al pomeriggio si stava in casa o all'oratorio a prendere a calci un pallone). Non credo nella scuola 2.0, delle tre I, dell'iPad e via modernizzando. Preferisco il modello tradizionale: se non altro si usciva dalle medie inferiori con la padronanza della sintassi. Oggi, in troppi casi, si arriva alla maturità con una scarsa padronanza dell'ortografia.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha ricordato che i suoi figli d'estate sono andati sempre al magazzino della frutta a spostare le casse. Hanno fatto benissimo, ma non c'è niente di speciale in questo, e di certo non c'è bisogno di introdurre norme che rendano obbligatorio ciò che la gente fa spontaneamente. Da che mondo è mondo, nella mia città, gli studenti delle superiori vanno a cimare e raccogliere l'aglio per pagarsi il primo viaggio all'estero o qualche giorno sulle spiagge. Così faceva mio fratello maggiore. Così ho fatto io. Così fanno i miei nipoti.

È vero, tre mesi di sosta sono lunghi e difficili da gestire per i genitori. Ma non inutili. Anche se li trascorressimo ad annoiarci, distrutti dall'afa rovente, sdraiati sull'argine di un fiume o assieme agli amici nel giardino sotto casa. Il momento della noia, infatti, spesso coincide con quello della fantasticheria, e dalla fantasticheria all'invenzione o alla riflessione il passo è breve ma importante. Nei pomeriggi interminabili, a volte ripetitivi, quando capita di restare soli anche più di quanto vorremmo, ecco, proprio allora capita di conoscere e riconoscere parti di noi stessi che avevamo perduto o non avevamo ancora incontrato. Si ascolta. La propria voce, libera dalla pressione quotidiana. E quella degli altri. Di chi ci sta accanto. La famiglia, certo. Le amicizie, anche. Ma c'è tempo di ascoltare anche quella grande famiglia, e quel grande gruppo di amici costituito dagli scrittori, artisti, registi che sono in grado di farci crescere. A volte anche più di qualche ora di lezione o di lavoro.