Quelle interviste della tv pubblica a ergastolani e terroristi rossi e neri

Chi oggi si scandalizza ha rimosso i colloqui con Cutolo, Badalamenti, Moretti, Peci, Delle Chiaie e Sindona

Indignazione, raccapriccio, condanna, richieste di sanzioni, con una morbida gradualità che va dal licenziamento, alla richiesta di radiazione dall'Ordine dei Giornalisti fino alla cancellazione hic et nunc di «Porta a Porta».

L'intervista di Bruno Vespa al figlio di Totò Riina scatena una vera e propria tempesta di polemiche e di attacchi che sfociano anche nl personale. Il «reato» è quello di avere ospitato il figlio di un mafioso (anche lui condannato per associazione mafiosa) sugli schermi del servizio pubblico. Una circostanza mai avvenuta prima? Ovviamente no, perché la Rai in passato ha dato spazio e ospitalità a figure condannate e condannabili, a boss mafiosi e capi delle Brigate rosse senza alzate di scudi e tempeste politico-mediatiche.

L'elenco è lungo e variegato. Nel corso della sua carriera, Enzo Biagi ha incontrato la «primula rossa di Corleone», Luciano Liggio, Raffaele Cutolo e Tommaso Buscetta. Gioe Marrazzo si è confrontato con il boss calabrese Momo Piromalli, oltre alla celebre intervista a Raffaele Cutolo. Nel 1991 Michele Santoro ospita un mafioso come Rosario Spatola. Tra le celebri interviste anche quella di don Tano Badalamenti, nel 1997 a Ennio Remondino, durante la sua detenzione negli Stati Uniti. Un incontro che Remondino ebbe modo di spiegare così: «Per arrivare a un mafioso del calibro di Badalamenti, anche se in carcere, giocano tanti fattori. Il primo, che lui abbia qualche interesse a rendere noto qualcosa, poi, che possa fidarsi di te».

Un altro capitolo è quelle delle interviste di Sergio Zavoli che nel 1990 realizzò una celeberrima serie che titolò La Notte della Repubblica. Puntata dopo puntata passarono sugli schermi Rai gli ex della lotta armata, rossi e neri, che ragionavano sul loro passato, spesso senza dissociarsene. Tra questi Mario Moretti, la mente del rapimento Moro che ammise il fallimento della lotta armata senza mai collaborare con gli inquirenti. Senza dimenticare le interviste di Biagi a Michele Sindona, condannato all'ergastolo quale mandante dell'omicidio Ambrosoli. O a Stefano Delle Chiaie, fondatore di Avanguardia nazionale, ai brigatisti Patrizio Peci e Alberto Franceschini e al «cattivo maestro» Toni Negri. Interviste che hanno contribuito a tenere viva e trasmettere la memoria del Novecento e degli anni di piombo.

Commenti

apostrofo

Ven, 08/04/2016 - 08:56

Esaltando un reato o esaltando chi lo ha commesso, non si compie per caso apologia di reato ? O siamo sempre alla libertà di stampa o al diritto di informazione ? Me lo spieghi qualcuno esperto.

Ritratto di 98NARE

98NARE

Ven, 08/04/2016 - 08:57

SCUSATE MA NON DOVREBBE FUNZIONARE COSI'... SE LA FAI UNA VOLTA FUORI DAL VASO.... POI BASTA, DEVI IMPARARE AFARLA DENTRO . PRIMA OSPITATE QUEGLI ZINGARI DEI CASAMONICA, MAFIOSI MALEDETTI , ORA OSPITATE UN MAFIOSO , FIGLIO DI UN MAFIOSO. COSA VI MANCA ??? AH SI QUALCHE MERDOSO DELL'ISIS VI MANCA . RAI = MERDE

pupism

Ven, 08/04/2016 - 09:30

Solita retorica della SX. Se lo fanno loro è tutto spiegabile se lo fa un giornalista neutro come Vespa ma per loro neutrale vuol dire di CX deve essere deferito al tribunale del popolo e mandato nel Gulag in Siberia......

no_balls

Ven, 08/04/2016 - 09:45

E ti pareva che il giornale non difendeva quella scandalosa finta intervista.... De Feo lei che e' un giornalista conosce la differenza tra un intervista ad un criminale, pentito, ergastolano terrorista che racconta i fatti storici anche se dal suo punto di vista e un figlio di un mafioso che ci prende in giro raccontando quanto era buono e premuroso il paparino nonostante fosse il boss dei boss , con tanto di promozione editoriale??? Se non capisce questa lampante differenza non e' evidentemente in grado di fare un'analisi proprio di nulla. Cambi mestiere.

precisino54

Ven, 08/04/2016 - 09:50

L’elenco di ospiti “illustri” è decisamente lungo, ma ci si scandalizza solo di alcune interviste. “L’equilibratissimo” Santoro ha reiterate volte dato voce agli sproloqui di mafiosi di calibro: Spatuzza, e Ciancimino tra tutti, ma in quel caso non si è trattato di intervista ma di presenza funzionale ad un teorema accusatorio nei confronti del avversario politico da coprire di fango con “papelli” e falsità varie, e quindi tutto bene madama la marchesa! Se poi andiamo alla pagina terrorismo sinistro è più breve l'elenco di chi non ha detto la sua ricostruzione dei fatti!