"Questa è una scalata ostile Non trattiamo con Vivendi"

Linea dura del presidente di Mediaset, Confalonieri Scontro sulle ultime dichiarazioni di de Puyfontaine

Cinzia Meoni

Nessuna trattativa con Vivendi dopo che quest'ultima ha rastrellato in pochi giorni il 20% di Mediaset, una vera e propria scalata ostile.

È questo il messaggio contenuto in una nota diffusa dal Biscione in risposta a un'intervista rilasciata da Arnaud de Puyfontaine, amministratore delegato del colosso francese, alla stampa italiana. Nello stesso comunicato Mediaset anticipa anche che «le gravi affermazioni di de Puyfontaine contenute nell'intervista troveranno adeguata replica nelle sedi più appropriate». Insomma, è guerra.

A maggior ragione dopo che il manager per spiegare il raid si è trincerato dietro alla necessità di sedersi al tavolo delle trattative su Premium, la pay tv su cui ad aprile Mediaset e Vivendi avevano stretto un accordo di compravendita rotto dai francesi a fine luglio. Il 21 marzo, infatti, il tribunale di Milano è chiamato a decidere della richiesta danni seguiti al dietrofront di Vivendi che potrebbe essere chiamata a rispondere per 2 miliardi di euro. «È dovere di Mediaset tutelare gli interessi della società e di tutti i suoi azionisti, non solo di chi detiene il 20% delle azioni», ha poi concluso la società.

«Non siamo masochisti. Abbiamo reagito per superare l'impasse», ha dichiarato de Puyfontaine arrivando a paragonare Premium a «un McDonald's» ben diverso dal «ristorante a tre stelle» promesso. «I fatti sono che avevamo un contratto e non lo hanno rispettato. Adesso dire che quel contratto fosse sbagliato è assurdo, sbagliato su che cosa? Hanno fatto loro le due diligence quindi dovevano accorgersi se c'erano cose che non andavano», ha dichiarato Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, a margine di un incontro con Confindustria Piacenza. «Quindi il pretesto per dire siamo stati imbrogliati o qualcosa che ci somiglia molto, è un pretesto veramente campato per aria». Per il presidente di Mediaset in effetti non ci sono dubbi: quella messa in atto da Vivendi è una scalata ostile. «Non solo dal nostro punto di vista, ma anche dal punto di vista della politica. Ci ha fatto molto piacere il sentirci appoggiati anche dalle istituzioni, perché si è capito che c'è della sostanza, qui non c'è in gioco solo l'italianità e l'inno di Mameli, ma anche l'interesse nazionale», ha ricordato ieri Confalonieri.

De Puyfontaine, di fronte all'accusa di avere come fine ultimo la conquista di Mediaset, ricorda come Vivendi abbia 2,1 miliardi di sola cassa e in merito alla possibilità di lanciare un'Opa preferisce non rilasciare commenti. «Siamo stati scalati. Poi la si può chiamare ostile o non ostile, a la percezione è questa. Vivendi ha comprato azioni e ha comprato a prezzo basso e alla fine è arrivata ad avere il 20% del capitale di Mediaset, ergo non mi sembra che sia così amichevole questo modo di procedere», ha ribattuto Confalonieri ricordando come i francesi abbiano tratto vantaggio dal collasso di Mediaset in Borsa conseguito proprio alla rottura dell'accordo sulla cessione di Premium.

Una situazione su cui la Procura di Milano ha aperto un'indagine, contro ignoti, per abuso di mercato.