«Questo servitore dello Stato è morto sul lavoro

Gasparri: Renzi promette ma non fa. E di fronte abbiamo terrorismo e immigrazione

Massimo Malpica

Roma «Ben vengano iniziative come quella del Giornale, apprezzo il fatto di intervenire anche economicamente per aiutare la famiglia di Diego Turra, un servitore dello Stato morto sul lavoro e per il lavoro, mentre a Ventimiglia cercava di porre un argine a una situazione paradossale di illegalità». Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato e responsabile della consulta Sicurezza di Forza Italia, dice la sua sulla scomparsa del sovrintendente capo della polizia Turra, stroncato da un infarto sabato mentre scendeva da un mezzo, nel pieno dei tafferugli tra attivisti «No borders» e poliziotti. «È giusto - spiega - dimostrare solidarietà attiva e operosa alla famiglia per la morte di Turra che, ricordo a quanti dicono che è morto per l'infarto come per sminuire questa tragedia, va considerata invece una morte bianca. Ma la vicinanza alle forze dell'ordine non dovrebbe manifestarsi solo dopo una tragedia come questa».

Figlia anche della «distrazione» ordinaria verso le condizioni in cui polizia e carabinieri operano.

«Certo. Conosco bene le esasperate condizioni di impiego di questi reparti, a Ventimiglia, in Val di Susa e in contesti anche più ardui. Spesso il personale di polizia e carabinieri finisce per essere utilizzato al di là del ragionevole, anche per il blocco del turn-over imposto da Monti e ora, finalmente, un po' allentato. Direi che non ci è dubbio che Turra abbia risentito di questo stress da superlavoro. Il problema è noto, e non lo dico da solidale del giorno dopo».

Ossia?

«Oggi esprimo il mio sdegno per l'agitazione, le proteste e le violenze di Ventimiglia, oltre alla solidarietà per i reparti impegnati sul confine, che ho avuto spesso modo di incontrare. Ma già la scorsa settimana, il 3 agosto, in Senato, ho presentato una risoluzione per garantire che nella legge di stabilità vengano stanziate risorse adeguate per il riordino delle carriere delle forze dell'ordine e delle forze armate. E l'aula l'ha votato all'unanimità».

Anche questo non era un tema nuovo.

«Sì, il governo Renzi ha annunciato più volte questo provvedimento, così come il rinnovo del contratto, al quale era stato obbligato dalla corte costituzionale già dal giugno 2015. Ma non è successo nulla, a parte gli 80 euro, tra l'altro solo per il 2016. Direi insomma che serve anche da parte dell'esecutivop una politica più attiva di solidarietà. E una riflessione sulle assunzioni, urgenti visto che l'età media nelle forze dell'ordine si alza sempre di più».

Non ci sono soldi. E ci sono i vincoli di bilancio.

«C'è l'allarme terrorismo. C'è l'impennata del fenomeno dell'immigrazione, alimentato anche dalle politiche di Renzi, che dovrebbe sospendere Eunavfor Med, o chiedere di applicare anche la terza fase, che prevedeva l'affondamento sulle coste e nei porti libici delle barche degli scafisti. Tra l'altro non capisco perché Al Sarraj chiede l'aiuto Usa per bombardare Sirte, ma non quello dell'Ue per combattere il traffico di clandestini. Tra l'altro il Guardasigilli Orlando sostiene che le organizzazioni degli scafisti finanziano l'Isis. Insomma, si chiede alla polizia di garantire la nostra sicurezza, e di contrastare l'illegalità anche a Ventimiglia - ricettacolo della peggiore eversione, locale e di importazione - dove tra l'altro si è parlato della possibile presenza mesi fa tra i «No borders» dell'attentatore di Nizza. Il sovrintendenteTurra muore per tutte queste ragioni, mentre Renzi sta a Copacabana, in Brasile. I soldi vanno trovati, e in un'emergenza globale come quella attuale deve svegliarsi anche l'Ue. Escludendo le spese per la sicurezza dal patto di stabilità».