Qui e ora

P er Alexander Boettcher, l'uomo che con Martina Levato ha pianificato l'acidificazione degli ex fidanzati di lei, il pm Marcello Musso ha chiesto 26 anni di reclusione e che non gli siano concesse attenuanti. La relazione psichiatrica non ha evidenziato segni di malattia mentale. Sono descritte caratteristiche di personalità che lo dipingono come un narcisista, un antisociale, che per il dolore dell'altro non sente rimorso ma compiacimento, un'emozione simile alla felicità. I test cui è stato sottoposto hanno rilevato un controllo ossessivo delle emozioni. Alexander ha sviluppato un falso sé, che finge di provare i sentimenti che lui dovrebbe ma non riesce a sentire. Con Manuel Foffo e Marco Prato, i due assassini di Luca Varani, ha in comune il deficit di empatia e il distacco emotivo, dimostrato compiendo gesti che implicano una totale mancanza di pietà. Hanno infierito e ucciso senza una ragione plausibile, come se non potessero rivolgersi al proprio mondo interiore per chiedersi il significato e i motivi dei propri comportamenti. L'ha detto Manuel Foffo prima al padre e poi agli inquirenti: l'hanno fatto soltanto per sentire l'effetto che fa. Non erano in grado di immaginare le emozioni provocate dal torturare, seviziare e assassinare un amico. Non possiedono i simboli del bene e del male, del piacere e del dispiacere e volevano provare un'emozione forte perché sono incapaci di un'autentica esperienza emotiva.Boettcher e Foffo sono difesi dallo stesso avvocato ma hanno anche genitori similmente compiacenti. Le interviste che la madre di Boettcher e il padre di Foffo hanno rilasciato a Vespa durante la trasmissione Porta a Porta sono sovrapponibili. Tanto cordoglio per le vittime ma l'importante è scusare il comportamento dei figli, adottando un linguaggio giuridico che non lascia spazio alla loro emotività. Il figlio è vissuto come un oggetto, una proprietà privata da tutelare a ogni costo, e non come un soggetto che per vivere deve assumersi le sue responsabilità. Senza una giusta pena questi figli non avrebbero speranza di espiazione e rieducazione eppure, fosse per loro, sarebbero già alla ricerca di nuove prede da martoriare. Boettcher, la Levato, Foffo e Prato non sono individui colpiti da disturbi mentali, sono soggetti che vivono sulla superficie, fatui ed egocentrici, cui nessuno ha insegnato a percepire, riconoscere e regolare le proprie emozioni. Genitori e figli usano uno stesso modello di comunicazione, sembrano normali ma soffrono di alessitimia, un deficit della consapevolezza degli stati d'animo e dei sentimenti. In questo congelamento affettivo i genitori non conoscono se stessi e i figli, hanno una cecità emotiva e li descrivono come ragazzi modello trasformati da un Male che non sanno spiegare e i figli, allo stesso modo, non sanno spiegarsi come abbiano potuto seviziare e ammazzare un giovane amico senza un misero perché.karenrubin67@hotmail.com