Freud, Edipo e i due candidati con il complesso

«Quanto più assoluto era il dominio del padre nella famiglia, tanto più il figlio, come successore designato, dev'essere stato spinto ad assumere la posizione di nemico e tanto maggiore dev'essere stata la sua impazienza di giungere egli stesso, con la morte del padre, al potere». Nell'opera L'interpretazione dei sogni Freud spiega così l'ambivalenza emotiva che i figli hanno nei confronti dei genitori. Se da un lato il bambino ama e ammira il padre dall'altra il suo strapotere impedisce la vita pulsionale infantile e per questo il figlio sogna di prenderne il posto. Lo psicoanalista riteneva che l'affetto e l'ostilità continuassero a sussistere spesso per tutta la vita, senza che l'uno riuscisse ad eliminare l'altro. Marine Le Pen ed Emmanuel Macron rappresentano perfettamente il mito greco del re Edipo cui Freud si riferiva nel 1899. Nel 2015 con una pubblica presa di posizione Marine bloccò la candidatura del padre Jean-Marie come capolista alle regionali in Provenza. Lo decise provocando una rottura politica e familiare, senza tener conto del fatto che il fondatore del Front National aveva ormai 86 anni e aveva guidato il partito per alcuni decenni. Dichiarò che le provocazioni rozze del padre avevano come unico scopo quello di nuocerle, rivelando cosi una conflittualità forte e antica che Freud avrebbe attribuito, scatenando i suoi detrattori, all'invidia del pene. Se Marine ha ucciso il padre metaforicamente eliminandolo dalla scena politica, Macron lo fa presentandosi all'Eliseo con Brigitte Trogneux, una mamma-moglie, conquistata a 15 anni realizzando il suo sogno edipico, spodestare il padre per avere l'oggetto d'amore primario. La psicoanalisi ritiene che il figlio superi il complesso edipico quando, rinunciando ai desideri incestuosi, identificandosi con i genitori, interiorizza un divieto-tabù che esiste dalla notte dei tempi. È un passaggio fondamentale perché mette un limite all'onnipotenza e sancisce la nascita della coscienza morale. Esiste il buono e il cattivo, il bene, la differenza tra i sessi e le generazioni. Una legge universale che distingue la natura dalla cultura e le fantasie dalla realtà. I due candidati all'Eliseo sembrano ambire a un potere illimitato. Soddisfano un desiderio narcisistico che ricerca un benessere personale che non si interessa del bene comune ma dell'accaparramento delle risorse di tutta la comunità. Durante il duello in diretta tv si sono rivolti reciprocamente accuse pesanti. Marine Le Pen sostiene che il suo avversario non è il candidato dei cittadini ma dei poteri forti. Macron accusa la sua antagonista di nutrirsi della rabbia dei cittadini al solo scopo elettorale. E forse, tristemente, hanno entrambi ragione.