Se la morte diventa "liquida"

A Roma una giovane mamma è stata arrestata perché ha tentato di uccidere la figlia di tre anni, aggiungendo dosi letali di sedativo alle sue pappe nel biberon. Gli inquirenti suppongono che la donna volesse attirare l'attenzione del compagno per mantenere in vita un rapporto ormai incrinato. A Ferrara due sedicenni hanno ordito un piano per assassinare i genitori di uno dei due, rei di rimproverarlo per il basso rendimento scolastico. A sferrare i colpi mortali non è stato il figlio ma il suo migliore amico, in cambio di mille euro.

A Messina un uomo cosparge di benzina la sua ex e la dà fuoco mentre a Rimini, sempre per un dramma legato alla gelosia, un'altra giovane è stata sfregiata con l'acido. Esseri umani che usano i loro simili, compresi i più cari, come fossero oggetti da sacrificare per il raggiungimento di scopi individualistici. Zygmunt Bauman, lo straordinario sociologo e filosofo polacco, esegeta della globalizzazione che si è spento qualche giorno fa, noto a tutti per la sua teoria sulla postmodernità liquida, avrebbe spiegato questo imbarbarimento riferendosi a un bieco consumismo in cui tutto si trasforma in merce. In una società che tramuta il bisogno di autorealizzazione in quello di possesso e consumo di beni anche l'essere umano è un semplice oggetto, che finisce per essere deumanizzato e spersonalizzato. La società è liquida perché non mantiene a lungo la stessa forma e privata di ogni solidità vengono meno il senso della comunità e il vero sentimento. Anche la morte è liquida e si uccide un coetaneo, come hanno fatto Foffo e Prato, soltanto per vedere l'effetto che fa, per poi ricominciare a bere, drogarsi e fare sesso in compagnia di un morto.

I due sedicenni di Ferrara dopo il duplice omicidio si sono sfidati alla Playstation. Sotto l'effetto della cannabis le morti reali e quelle virtuali si sono confuse nello lo stesso significato. Non si può dimenticare Carlo Lissi, il responsabile della strage di Motta Visconti che dopo aver ammazzato la moglie e i due figli piccoli andò a vedere una partita di calcio. Spiegò che la famiglia era d'intralcio alla nascita di un nuovo amore e lui impazziva di desiderio per un'altra donna. Bauman sosteneva che le nuove tecnologie hanno convertito le relazioni in connessioni. Un rapporto digitale indesiderato si può eliminare in pochi secondi con un clic perché vissuto secondo la filosofia «usa e getta». Quando l'altro, l'oggetto, è deteriorato, si passa al nuovo, preconfezionato e pronto all'uso, senza un progetto impegnato in cui credere e su cui investire nel tempo. Senza umiltà, senza comprensione e senza pietà.