Una ragazzina coraggiosa che ci regala speranza

La sua voglia di vivere è un monito per tutti

La speranza di non morire dunque non è più un monopolio delle religioni. Finalmente appartiene anche all'Uomo, divino creatore della scienza. Dall'origine dell'umanità gli esseri umani hanno sempre sperato in una forza superiore, benigna, che li facesse risvegliare in un al di là immaginato incantevole da ogni fede. Credenze più terragne, ma non meno fantasiose, puntano sulla reincarnazione, sulla metempsicosi, sulla trasformazione in energia cosmica.

Una ragazzina inglese di 14 anni colpita dalla peggiore disgrazia, morire ci ha dato una lezione di ragionevole semplicità. JS, sono le sue iniziali, condannata da un cancro a morire ancora quasi bambina, sperava forse in un aldilà di questa o di quella fede. Ma senza rinunciare alla minima speranza di poter godere anche di qua il resto della vita che le spettava.

Non sappiamo se il sogno di JS le sia venuto dall'influenza potente e infantile dei cartoni animati, o da un'intelligenza avanzata e informata. Non fa differenza, lei ha urlato al mondo il grido di tutti i viventi: VOGLIO PIÙ VITA! Chi, oggi, non le augura di avere avuto ragione?

Invece li sento già, i parrucconi del sacro, che intonano litanie sulla sacralità della vita e della morte, con le quali non si può giocare. Come fosse un gioco di bambole sconfiggere la morte e vincere la vita. I più rintontiti dalle questioni teologiche si chiederanno persino come nei dibattiti di mille anni fa su che fine avesse fatto il sangue di Gesù caduto dalla croce come sia possibile che JS un giorno possa tornare dall'inferno, dal paradiso, dal purgatorio. Saluterà san Pietro o Berlicche? Ciao, esco qualche decennio e torno! Il problema è di una gravità insostenibile, per loro, tanto che perderanno di vista lo strazio di quel corpicino esangue pieno di sogni disperati, perché non potrà mai andare in discoteca, conoscere l'amore, il sesso, i mari tropicali, i figli, tutto ciò che la nascita aveva promesso. No no, bambina, sarà la conclusione dei cultori della morte rassegnata, era meglio se ti fossi fatta puro spirito da sotto terra, sarebbe stato più giusto Ho maggiore rispetto per chi si pone problemi da contabile, e si chiede cosa succederebbe se tutti quelli nelle stesse condizioni volessero quasi tutti vorranno, tra non molto ottenere la costosa procedura di ibernazione. Pensiamo in grande, come ci ha appena insegnato JS. Se la scienza sarà in grado di resuscitarla e di guarirla da una malattia oggi inguaribile, saprà anche rintracciare sul disco rigido del cervello la memoria e la coscienza, riattivandole.

Sognatore come te, cara JS, voglio immaginare che avranno inventato qualcosa per conoscere tutte le lingue e che passerai un po' di tempo a leggere gli articoli scritti oggi su di te, pure questo. Allora ti mando il mio bacino e ti ringrazio, hai riempito di speranza anche negli esseri umani - la mia giornata.

Commenti

isolafelice

Sab, 19/11/2016 - 09:52

Io mi chiedo invece quali siano i costi dell'ibernazione e per quanto tempo essi siano sostenibili. Se dovesse rimanere in ibernazione, magari per cento anni quanto spenderanno i genitori e poi i fratelli o nipoti per mantenerla nel freezer? e se poi finiscono i soldi o i parenti paganti? La buttiamo in discarica o accolliamo le spese allo stato? (cioè a noi se succedesse in italia). Non sarebbe meglio invece riservare tutti quei soldi per migliorare la vita di chi è in difficoltà con malattie gravi invalidanti? La morte fa parte della vita e la dobbiamo accettare come viene, l'uomo non riuscirà mai a farsi Dio, semplicemente perchè Dio non è, ma solo un infimo granello di polvere nella immensità dell'universo.

killkoms

Sab, 19/11/2016 - 11:37

forse è lo stesso spirito che spingeva antichi popoli (egizi in primis) alla pratica della imbalsamazione (e stanno ancora così)!

ohibò44

Sab, 19/11/2016 - 12:39

Può sembrare una battuta di cattivo gusto ma è uno spunto di riflessione: se tutti si facessero ibernare e, una volta scoperta la soluzione del ‘ritorno’, fossero scongelati, dove li metterebbero?

manfredog

Dom, 20/11/2016 - 02:03

..c'è anche chi muore ad un anno e chi dentro la 'pancia' della mamma che ha deciso che quella vita può o deve anche morire; 'si nasce per caso, si vive per un po', si muore per sempre'..dio o non dio, ibernazione o non ibernazione. L'unica cosa che possiamo sperare in questa vita, dalla vita e per la continuazione della vita, è la speranza (gioco di parole..!?..non tanto..!!). mg.