Ragazzina stuprata e uccisa da un profugo iracheno

Dramma in Germania: aveva 14 anni e di lei si erano perse le tracce da un mese. Il killer è riuscito a fuggire

Susanna Feldmann, 14 anni, aveva il viso tondo e i capelli neri; Maria Ladenburger, tre anni più grande di Susanna, era fiera invece della sua chioma bionda. Entrambe tedesche, di buona famiglia. Entrambe altruiste. Pronte a fidarsi del prossimo. Ad aiutarlo, soprattutto se - quel prossimo - aveva le false sembianze di profughi bisognosi di sostegno. E mai solidarietà fu peggio ripagata. Entrambe, nel giro di poche settimane l'una dall'altra, sono state ammazzare. I killer sono stranieri che la Germania aveva accolto, vestito, sfamato, cercando loro un lavoro, offrendogli una paga. Il caso di Susanna, scomparsa dalla fine di maggio, si è risolto con l'identificazione di un cadavere, ritrovato dagli inquirenti di Wiesbaden, a 17 chilometri da Magonza, città natale della vittima. Secondo le prime ricostruzioni della polizia, scrive Bild online, «l'adolescente è stata stuprata e uccisa, e i sospetti si sono concentrati su un profugo iracheno di 20 anni, fuggito con la sua famiglia nel Paese d'origine per evitare l'arresto». Nell'ambito della stessa inchiesta è finito in manette anche un 35enne di origine turca, sospettato insieme al ventenne iracheno, di aver violentato e ammazzato la ragazza nella notte fra il 22 e il 23 maggio scorso. Susanna era uscita con delle amiche, ma non è più tornata a casa. Secondo la Procura, i due uomini dopo aver abusato di lei l'hanno sgozzata e seppellito il cadavere. Un destino tragico per certi versi simili a quello patito da Maria Ladenburger la studentessa 19enne violentata e uccisa l' scorso anno a Friburgo. Sul corpo della studentessa di Medicina, che nel tempo libero lavorava in un centro d'accoglienza per migranti, fu rinvenuto il Dna di un 17enne afgano. Due omicidi che rimettono sotto accusa la politica di accoglienza tedesca. Tolleranza zero traspare dalle dichiarazioni del capo del sindacato di polizia, secondo cui «questi delitti avrebbe potuto essere evitati se non fosse stato per il buonismo della Cancelliera Angela Merkel». Sulla stessa linea Alternativa Per La Germania, il partito euroscettico e anti-immigrazione, che ha definito Maria e Susanna «vittime della cultura di benvenuto». Inevitabili le strumentalizzazioni, considerato che Maria era la figlia di Clemens Ladenburger, dal 2008 assistente del capo dell'ala giuridica in Commissione Europea. Secondo gli inquirenti, la ragazza stava tornando verso casa in bicicletta, dove non è mai giunta. Il corpo fu trovato nel fiume Dreisam il giorno successivo. «Maria è stata un raggio di sole nella nostra vita e così rimarrà» dichiarò la famiglia. Nessuna parola d'odio per il carnefice. La dignità nel dolore non è da tutti.