Raggi costretta a cedere Muraro lascia, lei trema

I pm la convocano e l'assessore indagata si dimette. Anche il dg di Ama verso l'addio

A lla fine ha fatto un passo indietro. L'assessora all'Ambiente Paola Muraro lascia il Campidoglio. In una lettera di dimissioni spiega alla sindaca Raggi di essere stata raggiunta da un avviso di garanzia della Procura di Roma che sta indagando su reati ambientali. La notizia era nell'aria. Per la verità era nell'aria da molto tempo. Finché non si è avuto il crisma dell'avviso, però, la Muraro non ha voluto saperne di mollare.

Ieri le dimissioni. Scelta approvata dalla stessa Raggi che in un video si è fatta riprendere in riunione con i consiglieri di maggioranza ai quali ha annunciato appunto che per il momento non ci sarà un sostituto. La Raggi ha pure detto che terrà le deleghe all'Ambiente in attesa degli sviluppi giudiziari, mantenendo in questo modo una linea garantista ma allo stesso tempo tenendo fede al tacito accordo con i cittadini sulla linea della trasparenza. La Muraro, almeno secondo l'auspicio della stessa Raggi, potrebbe infatti tornare presto in servizio. Il 21 verrà sentita in Procura e confida di essere in grado di chiarire tutto.

Per la Raggi la scelta di prendersi le deleghe è la soluzione più semplice. Anche perché il settore rischierebbe il crac, visto che starebbe pensando di lasciare anche il direttore generale di Ama Stefano Bina, l'azienda dei rifiuti, dopo che le sue scelte sono state sconfessate dall'ad Antonella Giglio. Intanto per oggi è atteso l'arrivo di Grillo e di Davide Casaleggio a Roma. Il comico genovese dovrebbe incontrare proprio la sindaca Raggi e anche lo stesso Bina, nominato da appena tre mesi, per convincerlo a desistere dalle dimissioni. Il nodo Campidoglio resta uno dei punti deboli da «normalizzare» in vista della imminente campagna elettorale.

Grillo e Casaleggio prenderanno anche parte all'assemblea dei parlamentari pentastellati in programma oggi nel tardo pomeriggio. All'ordine del giorno le manifestazioni di protesta contro il governo Gentiloni e l'organizzazione del flash-mob in programma in molte piazze italiane il prossimo 24 gennaio, il giorno in cui la Consulta dovrebbe rendere pubblica la decisione in merito al ricorso sulla legge elettorale.

Il gruppo parlamentare ha, intanto, disertato ieri sera il voto di fiducia alla Camera per il nuovo governo e promette di fare altrettanto anche al Senato. L'assemblea di oggi pomeriggio servirà anche a definire la nuova rotta politica dei grillini. Meno Palazzo e più piazze.

Intanto c'è già chi parla di Aventino. Una strategia che si annuncia di facile approvazione da parte dei parlamentari del Movimento, come prevede il senatore Nicola Morra. «Sono d'accordo con Beppe Grillo sul fatto che il nostro ruolo è fuori dal Palazzo, nelle piazze, tra la gente - spiega il senatore grillino -, dove dobbiamo raccogliere le istanze dei cittadini per poi riportarle all'interno». Per Morra occorre, insomma, «lasciare il Palazzo». Non prima, però, di aver lasciato a presidio «un gruppo di noi, delle sentinelle pronte a richiamarci in Aula quando possiamo incidere sui provvedimenti in esame». L'idea dell'Aventino, però, potrebbe non essere una strategia vincente. Anzi, secondo Maurizio Gasparri (Forza Italia) produce effetti controproducenti. «Verificheremo - spiega Gasparri - se la lite coi verdiniani sarà superata da una manciata di sotto-poltrone di sub-governo. Altrimenti i grillini potrebbero finire per agevolare il governo con la loro assenza».