La Rai premia un interno: Montanari al Tg1

Il dg Orfeo punta sui fedelissimi. Gerardo Greco direttore del Giornale radio

Nomine tutte interne e senza scossoni. Ieri il Consiglio di amministrazione della Rai ha designato Andrea Montanari a direttore del Tg1 e Gerardo Greco a direttore del Giornale Radio e di Radio 1. Caselle che si sono dovute riempire, a cascata, dopo la scelta caduta su Mario Orfeo come direttore generale al posto di Antonio Campo Dall'Orto, costretto alle dimissioni dopo un burrascoso anno e mezzo di lavoro. Orfeo ha proposto al posto suo sulla poltrona del primo telegiornale nazionale un uomo fedele, che ha lavorato con lui molti anni (è in Rai dal 1991 e ha percorso tutti i gradini della carriera in Radio e al Tg1) e che garantirà la continuità con la linea editoriale precedente. In sostanza, un tg governativo (come del resto è sempre stato), che non dovrebbe dispiacere all'area renziana, ma che dovrebbe tener conto anche della voce dell'opposizione. Tra l'altro, Montanari, dovrà affrontare una delicata campagna elettorale e dovrà, almeno nelle apparenze, garantire equilibrio e correttezza. Ma, il fatto che la nomina sia avvenuta con l'unanimità, significa che tutte le forze politiche confidano nella professionalità dei due giornalisti scelti. Fattore su cui infatti hanno insistito i due consiglieri di area centro destra Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca che hanno sottolineato la necessità del bilanciamento e del pluralismo.

Come Montanari anche Gerardo Greco è un giornalista nato e cresciuto Rai (è entrato per concorso nel 1992). Noto come conduttore di Agorà, il programma di approfondimento mattutino di Raitre, il giornalista ha un lungo passato come inviato della radio, del Tg1 e del Tg2. Quindi una scelta naturale quella ricaduta su di lui come sostituto di Montanari al vertice della testata Giornale radio che include Gr1, Gr2, Gr3, Gr Parlamento e dell'intera Radio 1. E anche Gerardo Greco è un giornalista che non dispiace all'area di sinistra. Contro la sua nomina ha votato solo il consigliere Carlo Freccero, che non perdona al giornalista di essersi schierato apertamente per il «Si» al referendum costituzionale.

Tutti e tre, Orfeo, Montanari e Greco sono uomini interni Rai. Caratteristica questa importante per riportare serenità dentro un'azienda dilaniata negli ultimi anni dalle polemiche dovute alle scelte di Campo Dall'Orto di portare dentro la tv pubblica un grande numero di giornalisti e dirigenti esterni. Cosa che non solo ha sollevato le obiezioni dell'Autorità Anticorruzione, ma anche una rivolta interna che alla fine ha portato alle dimissioni di nomi importanti come Carlo Verdelli e Francesco Merlo che avrebbero dovuto cambiare radicalmente il settore informazione in Rai. Alla fine, almeno per ora, tutto è rimasto come prima. I telegiornali restano sostanzialmente in mano alla vecchia guardia. E il piano informazione, elaborato da Campo Dall'Orto, poi bocciato dal cda, è stato preso in mano da Orfeo che, certamente, non farà scelte che possano provocare terremoti interni e rivolte dei sindacati e delle redazioni.

Commenti
Ritratto di manganellomonello

manganellomonello

Ven, 16/06/2017 - 23:02

Sjy trasferisce le redazioni a Milano. Mediaset pure il Tg5. La Rai si trasferisca per intero tra Nairobi e Dacca e non rompa più col canone e i vari Fazii e Litizette di M.