Rai, stallo sul nuovo dg: no dei renziani a Leone Ora puntano su Di Bella

L'ex direttore divide il Pd. Lui si sottrae: «Ho altri progetti». Torna l'ipotesi Del Brocco

Oggi sarà ufficialmente l'ultimo giorno in Rai del dg dimissionario Antonio Campo Dall'Orto ma non il primo del suo successore, perché ancora non c'è. La prevista (ma non convocata) riunione del Cda slitterà a nuova data, forse giovedì, in attesa che la politica decida chi dovrà guidare la tv di Stato nei mesi delicati della prossima campagna elettorale. Nelle ultime ore la candidatura dell'ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco ha ripreso quota dopo l'insuccesso del pressing politico su Giancarlo Leone, ex direttore di RaiUno prepensionato (d'oro) dalla Rai pochi mesi fa, attualmente produttore con la sua società «Q10 media» (che lavora anche con la Rai) nonchè presidente dell'Associazione produttori televisivi. Il nome di Leone metterebbe d'accordo centrodestra (lo storico mediatore azzurro Gianni Letta si sta spendendo per convincerlo) e governo, anche se il nome dell'ex manager Rai non convincerebbe del tutto i renziani - basti ricordare i duelli ingaggiati da Michele Anzaldi, l'uomo di Renzi in Vigilanza Rai, contro l'ex direttore della rete ammiraglia Rai - nè l'area del presidente Pd Matteo Orfini.

A complicare l'opzione Leone, poi, c'è che l'ex superdirigente Rai aveva altri programmi per sè, magari anche più fruttuosi (ormai da dg Rai non si guadagna più di 240mila euro) e meno forieri di grane rispetto alla poltrona più alta della Rai. «Auguro alla Rai di riprendere la sua strada senza ulteriori soste. La seguirò da fuori senza alcuna tentazione di rientrarvi» aveva twittato, ed è la stessa risposta data a chi lo ha chiamato per chiedergli di cambiare idea. Un'ipotesi finora esclusa, ma in astratto non impossibile da riaprire. In serata, però, Leone è sembrato chiudere ogni porta con un altro tweet: «da tempo ho preso una posizione chiara sul tema. Le istituzioni decidano presto».

In ascesa, con la spinta Pd, viene dato il nome del direttore di RaiNews Antonio Di Bella, un veterano delle nomine Rai: lui, che governi il centrodestra o il centrosinistra c'è sempre. Voci dal consiglio di amministrazione arrivano a circoscrivere la corsa, al momento, a un pugno di nomi: Del Brocco, Di Bella e c'è ancora chi spera in un ripensamento di Leone.

Ma le quotazioni cambiano ogni ora, e niente esclude che tornino in prima posizione altri. Come i manager già entrati nel totonomine: il presidente di RaiCinema Nicola Claudio (in quota «azienda» e Cda), l'evergreen Claudio Cappon, Nino Rizzo Nervo (molto «gentiloniano», anche troppo per il centrodestra), il direttore del Tg1 Mario Orfeo (osteggiato dal M5s), Luciano Flussi, capo di Rai Pubblicità. Ma non si esclude un nome a sorpresa. Dietro le quinte della partita, c'è l'influenza di Monica Maggioni, l'attivissima presidente Rai che - secondo Dagospia - starebbe premendo per farsi dare la delega sul piano news (e in prospettiva, far fuori la scomoda Gabanelli). La soluzione va trovata in fretta. Una volta trovato l'accordo politico sul nome, il resto è formalità, bastano 48 ore per convocare il cda, magari già giovedì. Ma finora la scelta si è mossa col ritmo del governo Gentiloni: elegante, ma lenta.