Rapita, picchiata e stuprata Tre magrebini sotto accusa

Vittima una trentenne che li aveva seguiti in un casolare Salvini: «Macché risorse della società, vanno castrati»

Marco Gemelli

Arezzo Seminuda e sanguinante, con le forze residue ha avuto solo il tempo di chiedere aiuto a un passante e raccontare in lacrime di essere stata violentata, prima di accusare un malore e svenire in stato di choc. Per la donna, una trentenne italiana, lo spuntare dell'alba e l'arrivo dei soccorritori hanno segnato la fine di una folle nottata di violenza cieca e terrore, un'odissea consumatasi mercoledì in un casolare nelle campagne della Valdichiana, in Toscana: stando al suo racconto, la giovane sarebbe stata sequestrata, segregata e violentata da un magrebino, mentre nelle altre camere c'erano altri due uomini e una donna che non sono intervenuti. La trentenne è ancora ricoverata all'ospedale San Donato di Arezzo, arrivata attraverso la procedura del codice rosa per le violenze: qui i medici l'hanno sottoposta a una serie di accertamenti clinici, trovando riscontri e conferme alle sue parole. La procura di Arezzo dove è stato allestito un pool che si occupa proprio dei reati sessuali ha aperto un'inchiesta, e i tre uomini sarebbero già stati identificati dalla squadra mobile della polizia.

La vicenda avrebbe avuto origine in un contesto di profondo degrado: la vittima della violenza sarebbe infatti stata attirata in trappola da uno o più dei giovani nordafricani, che probabilmente ha accettato di seguire senza immaginare a cosa andasse incontro. Stando alle sue parole, infatti, la donna sarebbe rimasta volontariamente a dormire nell'edificio. Una volta che dietro di sé si è chiusa la porta, invece, è iniziato l'incubo: la giovane è stata prima rinchiusa nel casolare, legata ai polsi, picchiata e poi violentata per tutta la notte. Non è ancora chiaro se la donna sia riuscita a scappare o se il suo aguzzino l'abbia lasciata andare, abbandonandola in mezzo alla strada: in ogni caso, aveva segni di percosse al volto ed ecchimosi sulle braccia.

Una volta avvertita la polizia e arrivata l'ambulanza che l'ha trasportata in ospedale, le indagini si sono concentrate sulla ricerca del luogo delle sevizie e dei tre uomini descritti sommariamente dalla vittima. Gli agenti hanno iniziato a ricostruire le terribili ore della notte precedente, individuando sia il casolare dove la donna è stata sequestrata nei pressi Monte San Savino sia il suo presunto aguzzino e i suoi compagni. Intorno a loro il cerchio si sta stringendo, e se la versione della donna verrà confermata per almeno uno di loro scatteranno le accuse di sequestro di persona e violenza sessuale, mentre la posizione degli altri due potrebbe alleggerirsi.

La notizia è stata tenuta nascosta per qualche giorno proprio per consentire agli inquirenti di investigare senza che i nordafricani sentissero il fiato sul collo. Sulla vicenda è intervenuto via Facebook il segretario della Lega, Matteo Salvini, che ha commentato accostando lo stupratore a quelli che Laura Boldrini considera «risorse» e che a suo dire andrebbero «castrati chimicamente».

Commenti

ARGO92

Dom, 19/06/2016 - 18:45

MACCHE CASTRAZIONE UN BEL COLPO IN TESTA RISOLTO PROBLEMA DEFINITIVAMENTE