Referendum, gli sms del Sì: "Matite? Denunciate quelli del No"

I cellulari invasi da una catena telefonica dei favorevoli al Sì: "Quella delle matite è una bufala"

La consultazione referendaria per la riforma costituzionale voluta da Renzi non verrà ricordata solo per una campagna elettorale molto dura. Ma anche per la querelle delle matite copiative.

Questa mattina infatti, Piero Pelù ha condiviso sulla sua pagina Facebook la foto del segno fatto dalla matita che aveva ricevuto al seggio, "dimostrando" che era possibile cancellarla. Il post è diventato immediatamente virale e ha generato la reazione degli elettori. Il Viminale è stato costretto a diramare una nota per affermare che le matite sono tutte regolari e che il ministero dell'Interno aveva provveduto a rifornire i seggi.

Intanto i comitati per il Sì sembrano essersi mossi diversamente. Diverse persone hanno ricevuto un sms sul cellulare in cui viene denunciato il tentatavio da parte del No di diffondere tramite sms e audio su Whatsapp la "bufala delle matite truccate". "Il NO sta facendo girare la bufala che nei seggi ci sono le matite truccate - si legge nel testo del messaggio - Lo fanno con un messaggio scritto e con uno audio. Se li ricevete non rendetevi complici di un reato, cancellateli o portateli in Procura. Fai circolare il più possibile. Salva la tua libertà di pensiero e la tua intelligienza".

Insomma. Una guerra di sms. Da una parte ci sarebbero i sostenitori del No intenti ad avvertire gli elettori tramite catena telefonica della possibilità che le matite al seggio siano "truccate". Chiedendo di controllare una volta nella cabina se quella data in dotazione è effettivamente una matita copiativa. Dall'altra i movimenti per il Sì che, con la stessa arma, invitano gli elettori a denunciare chi diffonde messaggi contenenti la "bufala" delle matite truccate.