Referendum, sondaggio: il "No" in vantaggio

Il No è in vantaggio. Non si mettono bene le cose per il governo in vista del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre

Il No è in vantaggio. Non si mettono bene le cose per il governo in vista del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. La tendenza che mostra i No davanti ai Sì viene confermata anche dall'ultimo sondaggio di Scenaripolitici-WinPoll per l'HuffingtonPost. I No, secondo la rilevazione, sarebbero al 52,5 per cento, mentre il fronte del Sì si ferma al 47,5 per cento. Una forbice che potrebbe allargarsi durante la campagna in vista del voto.

Di fatto a interessare i due fronti sono soprattutto gli indecisi. Soltanto un italiano su due ha la certezza di andare a votare. Metà dell'elettorato deve essere mobilitato verso le urne con una campagna dura che durerà circa due mesi. Il 21 per cento del campione analizzato dichiara di non sapere ancora se andrà alle urne, il 26 per cento invece ha già deciso che eviterà di recarsi ai seggi. E probabilmente è proprio questa fetta di elettori che potrebbe far cambiare o confermare il trend del sondaggio. Intanto sul fronte delle intenzioni di voto il Centrodestra Unito, in caso di lista unica, raggiungerebbe il 32,6%, in leggero vantaggio sul Pd, fermo al 31,8%. Più lontano il Movimento 5 Stelle, che si attesta al 24,3%.

Commenti

unosolo

Sab, 01/10/2016 - 18:14

non sarebbe l caso di fare i conti delle spese della presidenza ? mi spiego per il popolo che paga per avere servizi solo aumenti di furti mentre per le presidenze aumenti a iosa , per furto sono aumenti di ritenute e addizionali oltre ai balzelli delle accise a altri aumenti , spending review da un lato mentre l'altro spre per le feste delle unità e viaggi di piacere , in famiglia i sacrifici sono per tutti o al limite solo i capi , questo governo ruba soldi al popolo e gli aumentare i TIKET per aumentare le uscite , ladri.

Ritratto di ElioDeBon

ElioDeBon

Sab, 01/10/2016 - 18:15

Gli italiani vogliono andare a votare...e questa e' una occasione per cominciare a dire la loro.

Giorgio1952

Dom, 02/10/2016 - 07:09

Ricordate il referendum sulla Brexit? Il giorno prima tutti davano per certa la vittoria del "Remain", euforia dei mercati vinsero invece i populisti del “Leave” Farage e Johnson. Il premier Cameron si dimise nonostante fosse stato eletto il 7 maggio 2015, lasciando con un palmo di naso tutti i sondaggisti e analisti dello UK, il leader del Partito Conservatore aveva stravinto le politiche conquistando addirittura la maggioranza assoluta dei seggi (36,9% del voto popolare e 326 seggi su 650, pari al 50,15% dei seggi). Ha ragione Scalfari “Zagrebelsky è un amico ma il match con Renzi lo ha perduto”, perché ha sostenuto che la riforma porta all’oligarchia, al contrario Scalfari ha spiegato nel suo articolo che è la sola forma di democrazia, partendo da Platone e Pericle fino ai giorni nostri “La Dc non fu mai un partito cattolico. Fu un partito di centrodestra che guardava a sinistra come disse De Gasperi; l'oligarchia era la classe dirigente di quel partito”.

conviene

Dom, 02/10/2016 - 13:38

voi del giornale mettetevi d'accordo almeno tra di voi. C'è un altro articolo quello della discesa in campo o il ricovero (pardon MISSIONE) in clinica negli USA di Berlusconi oggi che dice perfetta parità. A chi credere? logicamente a nessuno di fronte a tenta superficialità e faziosità