Regeni, l'ennesima presa in giro "Incompleto il dossier egiziano"

Consegnate 2mila pagine di documenti. Ma mancano elementi fondamentali. E l'Egitto ricatta: "Verità su un nostro connazionale scomparso in Italia"

Un dossier sull'assassinio di Giulio Regeni, nessun colpevole e la richiesta egiziana di indagini rapide su una vicenda analoga e contraria: quella di Adel Meawwad Heikal, scomparso in Italia ad ottobre e sul quale la polizia italiana non avrebbe indagato a fondo. Dopo il primo incontro a Roma tra le due delegazioni la verità sull'omicidio del 25 gennaio sembra ancora lontana. «Tutti gli scenari restano aperti», scrivono i media egiziani.

Nel vertice di quattro ore nella scuola Superiore di polizia della capitale il procuratore generale aggiunto del Cairo, Mostafa Soliman, consegna al capo dei pm di Roma, Giuseppe Pignatone, un dossier di circa 2 mila pagine. All'interno avrebbero dovuto esserci i video delle telecamere di sorveglianza e tabulati delle telefonate, ma solo una minima parte di quanto richiesto dagli investigatori italiani sarebbe arrivato a Roma. Il dossier viene dunque considerato «incompleto». Mancano un paio di elementi fondamentali chiesti dall'Italia da oltre un mese e mezzo: l'analisi delle celle telefoniche, come e perchè i documenti di Giulio siano spuntati fuori due mesi dopo la scomparsa. Non solo. Con una mossa a sorpresa, mette sul tavolo il caso Heikal, citato in passato anche dal presidente Al Sisi. «Le autorità egiziane - dice il magistrato - hanno promesso alla sua famiglia di giungere alla verità». L'uomo di 49 anni è scomparso dopo una discussione con il proprietario del ristorante in cui lavorava, la disdetta della stanza in affitto e un prelievo al bancomat di 1.100 euro.

Si sperava in una svolta nella collaborazione tra inquirenti italiani ed egiziani, dopo tanti depistaggi. Ma la trattativa si complica e sembra profilarsi uno scambio. Per l'Italia, oltre a Pignatone, all'incontro c'erano il sostituto procuratore Sergio Colaiocco, il direttore dello Sco Renato Cortese e il comandante del Ros Giuseppe Governale. Per l'Egitto, i magistrati erano due, Soliman e il procuratore dell'Ufficio di Cooperazione internazionale Mohamed Hamdi el Sayed, accompagnati dal generale Adel Gaffar della National Security, dal brigadiere generale Alal Abdel Megid dei servizi centrali della polizia egiziana e da Mostafa Meabed, vicedirettore della polizia del governatorato del Cairo. Oggi ci sarà un nuovo incontro tra le due delegazioni e, per il sito del giornale egiziano Youm 7, ci sarebbe un accordo per proseguire «per più sedute», anche una settimana.

L'inchiesta Regeni, sulla quale hanno lavorato 4 procure, non arriva dunque alle conclusioni, né indica colpevoli, per il sito del quotidiano egiziano Al Masry Al Youm, che cita una «fonte giudiziaria». Parla di «allargare la cerchia dei sospettati» l'ex-ministro dell'Interno aggiunto, Rafaat Abdel Hamid» su Youm 7 e riferisce che «la logica e la ragione sull'accettazione delle prove ha dominato la riunione congiunta». Nei giorni scorsi le autorità egiziane, dopo aver inutilmente concentrato l'attenzione su delinquenti comuni, sembravano offrire su un piatto d'argento, attraverso rivelazioni anonime, la testa del generale Khaled Shalaby, capo della polizia di Giza (dove fu ritrovato il cadavere il 3 febbraio), condannato nel 2003 per la morte sotto tortura di un detenuto. Ma ora Hamid lo difende, dicendo che fu assolto. E l'Italia insiste nel rifiutare «verità di comodo» o capri espiatori utili per coprire responsabilità che potrebbero arrivare fino al governo.

Nel dossier consegnato ieri avrebbero dovuto esserci, come chiedevano i pm italiani, le registrazioni delle videocamere di sorveglianza, che hanno ripreso il ricercatore prima della morte, un registro delle chiamate del suo cellulare, il rapporto sull'autopsia e le «testimonianze di ufficiali e amici della vittima. Per Al Masry Al Youm, sarebbe un «dossier completo», con le confessioni degli accusati «presso i quali sono stati ritrovati gli effetti personali» di Regeni e le «testimonianze delle vittime non-egiziane» della banda di rapinatori di stranieri, cui a un certo punto è stato attribuito l'omicidio. Ma il pool italiano sarebbe invece irritato per lacunoso per la documentazione non soddisfacente.

Commenti
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acroby

Ven, 08/04/2016 - 09:50

Altra presa in giro come quella dei marò in india. Il governo italiano avrebbe più peso internazionale se ci fossero pippo pluto e paperino...

sniper21

Ven, 08/04/2016 - 10:09

ecco la mia versione/ipotesi. in egitto i servizi sono divisi in due fazioni, gli uni facenti capo al ministero dell'interno gli altri facenti capo ad al sisi. l'inghilterra non vedeva di buon occhio le ottime relazioni roma-il cairo. regeni che svolgeva un ruolo per l'aise con il suo dossier sui sindacati voleva "ricattare" al sisi e farlo schierare al fianco dell'italia in un'eventuale intervento militare in libia. in questo caos generale l'mi6 ha assoldato una cellula facente capo ai servizi del ministero e creare scompiglio sulle relazioni italo-egizie così come lo sono oggi

istituto

Ven, 08/04/2016 - 11:03

Per Sniper21 ore 10.09 inoltre quello che dà pensare è l'assoluto SILENZIO e non intervento di Londra a qualsiasi titolo nella vicenda. Eppure ne avrebbero di titoli anche loro per reclamare la verità visto che era una loro "risorsa" da loro formata e stipendiata. Eppure tacciono...Si sono limitati af esprimere il loro dolore e basta. Non quadra.

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gianky53

Ven, 08/04/2016 - 11:37

Ci state scassando i marroni con questa storia.

giovauriem

Ven, 08/04/2016 - 12:07

gli egiziani , sono disposti a dare al "governo" italiano qualunque verità ,basta chiedere e loro vi accontenteranno, tanto quella è una nazione come l'italia ,popolo gregge , e governo abusivo e ladrone .

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Flex

Ven, 08/04/2016 - 12:08

Credo che "sniper21" non sia poi tanto lontano dalla realtà. I "nemici" dell'Italia sono da ricercare più in Europa piuttosto che in altri continenti. Non trovate strano che ogni volta che l'Italia intrattiene buoni rapporti con i vicini Paesi Arabi e Nord Africani ci si mettono di mezzo sempre "Inglesi e Francesi". L'Italia, per posizione geografica e interlocutore politico dovrebbe essere fra i privilegiati per le relazioni economiche e politiche con l'intera Europa, invece ogniuno tira l'acqua al proprio mulino. Poi c'è Renzi che da una mano "svendendo" pezzi dell'Italia.

fumonero

Ven, 08/04/2016 - 12:35

mi stupisco che vi stupite, questa è l'italia (in piccolo) questi sono i nostri governanti, deboli con i forti e forti con i deboli vedi equitalia. un branco di imb... . Il mio pensiero va al ragazzo morto

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primulanonrossa

Ven, 08/04/2016 - 14:00

Ma pensate davvero che gli egiziani e le altre nazioni ci prendano sul serio, come se non sapessero che qua in Italia un processo può durare 20 anni o di più, che se ti rubano in casa viene premiato il ladro e punito la vittima, che c'è la cresta su tutto in denaro o in favori anche solo nel prenotare una radiografia privilegiando l'amico, che a fare un'autostrada occorrono più di 40 anni e non è ancora finita, che abbiamo un presidente del Consiglio non eletto dal popolo oltre agli altri due prima di lui,...CONTINUA

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primulanonrossa

Ven, 08/04/2016 - 14:02

che tutti fatti gravissimi successi in Italia sono rimasti irrisolti ma proprio tutti, non pretendo di sapere qualcosa di sicuro sui più recenti, si fa per dire, tipo piazza Fontana, ma almeno sul caso Mattei, per curiosità vorrei sapere cos'è successo veramente, che siamo assolutamente inaffidabili, traditori,ecc… ecc… perciò se dall'Egitto arrivassero solo falsità non dovremmo assolutamente meravigliarci, noi da sempre siamo abituati alle favole tipo cappuccetto rosso e i sette nani, a già perfino la favola è fasulla.

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bonoitalianoma

Dom, 21/08/2016 - 19:57

E di quell'egiziano che ha aggredito un anziano perché non gli ha dato l'elemosina che ne facciamo? Adesso che c'è un posto libero in più lasciato dal povero Regeni mandiamolo laggiù a rimpinguare il popolo egiziano.