La reggia delle conigliette va al re delle merendine

Hefner vende per 100 milioni al vicino di casa la trasgressiva Playboy Mansion

Valeria Robecco

New York Sono tante le storie (e leggende) che hanno come teatro la storica Playboy Mansion di Hugh Hefner: dalla notte trascorsa da Elvis Presley con otto conigliette contemporaneamente, al Matisse bruciato con una sigaretta da John Lennon. Ora però il fondatore della rivista ha deciso di vendere la sua magione nel sud della California al magnate Daren Metropoulos, 32enne co-proprietario del marchio Twinkies e attualmente vicino di casa di Hefner. Il 90enne fondatore di Playboy, tuttavia, avrà il diritto di rimanere nella tenuta Holmby Hills fino alla morte, ossia ne manterrà la nuda proprietà. Termine che mai come in questo caso pare azzeccatissimo. La villa, costruita nel 1927 e acquistata da Hefner per un milione di dollari nel 1971, è divenuta leggendaria per i ricevimenti con esponenti dell'elite di Hollywood circondati da conigliette mozzafiato. L'acquirente, a capo della società di private-equity Metropoulos and Co. e proprietario dell'impero delle merendine Usa Hostess Brands, il cui prodotto più noto sono i dolcetti Twinkies, ha già acquistato da Hefner la villa accanto alla Playboy Mansion nel 2009 per 18 milioni di dollari. E ora, secondo il Wall Street Journal, ha intenzione di collegare le due abitazioni creando una maxi-tenuta da 7,3 acri. L'eredità della magione «supera la sua notorietà», ha dichiarato Metropoulos al Wsj. La cifra della compravendita è top secret, ma la villa è stata valutata 200 milioni di dollari all'inizio dell'anno, e secondo alcune indiscrezioni il miliardario delle merendine ha staccato un assegno da oltre 100 milioni di dollari. «Possiamo confermare che il compratore è Daren Metropoulos - ha affermato un portavoce di Playboy Enterprises - A causa dei vincoli di riservatezza, però, non siamo in grado di fornire altri dettagli». Il gigantesco palazzo in stile gotico ha una superficie di 1.858 metri quadrati con 29 stanze, campo da tennis, piscina e la famosa grotta, teatro di tantissime feste scatenate a cui, nel corso dei decenni, hanno partecipato celebrità, attori, musicisti e politici. Sono rimasti negli annali anche i party in piscina dove il dress code obbligatorio per le ospiti femminili era quello di indossare solo abbigliamento intimo, e ancora le performance di Elvis Presley e John Lennon. Ma i tempi cambiano, anche per la rivista fondata oltre 60 anni fa che per lungo tempo ha spopolato nel mondo. Nell'ultimo periodo la dilagante diffusione dei contenuti per adulti online ha causato un notevole ridimensionamento nei risultati ottenuti da Playboy. Per cercare di superare la crisi, lo storico magazine ha deciso di tentare anche la strada dello streaming musicale, un terreno presidiato da Spotify, Apple e Google, lanciando un'applicazione che unisce la promozione di nuovi artisti alle modelle. Il progetto, chiamato Playboy Music, permetterà di ascoltare brani di cantanti e gruppi emergenti abbinati a video in cui si vedono le Playmate. «É un'app per scoprire nuova musica e l'opportunità di andare oltre i nostri confini creativi», ha detto Jeff LaPenna, Creative Director per Playboy Music. Il progetto, che prevede una soluzione gratuita e una a pagamento, non mira ad insidiare le piattaforme di streaming più consolidate ma piuttosto a cercare nuovi guadagni e diversificare l'offerta ai lettori. Sarebbe stata proprio la crisi anche ad aver spinto Hefner a vendere la magione.