Renzi: «Due popoli e due Stati Stupido chi boicotta Israele »

Il presidente del Consiglio strappa un minuto di applausi: «Avete il dovere di esistere. Il vostro destino è il nostro, la sicurezza è cruciale»

Una standing ovation per Matteo Renzi al Parlamento di Gerusalemme. Non è un tributo da poco al premier italiano da parte della Knesset che, oltre a elogiare le sue parole, riconosce lo stretto e profondo legame tra lo Stato ebraico e il nostro Paese.

«Chi pensa di boicottare Israele non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro - ha detto Renzi nel suo discorso -. Possiamo avere opinioni diverse, è accaduto e continuerà ad accadere. Ma l'Italia sarà sempre in prima linea nel forum europeo e internazionale contro ogni forma di boicottaggio sterile e stupido». Il premier italiano ha voluto rimarcare con la sua presenza non solo gli ottimi rapporti con Israele ma anche il suo appoggio a tutti i livelli agli amici di Gerusalemme, spesso vittime di tentativi di isolamento internazionale. «L'esistenza di Israele non è una concessione della comunità internazionale, non è una gentile concessione dopo l'Olocausto ma lo precede: lo stato di Israele esiste nonostante l'Olocausto e continuerà a esistere nonostante i tentativi di opposizione - ha sottolineato Renzi -. Voi non solo avete il diritto di esistere, ma anche il dovere di esistere e di resistere e di tramandare ai vostri figli, come ai miei tre figli Francesco, Emanuele ed Ester, perché siete un punto di riferimento anche se a volte possiamo avere dei dissensi». Alla fine del discorso, i parlamentari si sono alzati in piedi e hanno tributato al nostro premier un minuto di applausi. «Il vostro destino è il nostro destino, la vostra sicurezza è la nostra sicurezza, insieme costruiremo un mondo migliore», ha concluso Renzi.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu per ben due volte si è espresso in italiano, prima alla Knesset dicendo «basta» e invitando Renzi a «stare al fianco di Israele nella lotta» all'antisemitismo e ai boicottaggi. Poi quando l'ha accolto nella sua residenza di Gerusalemme per una cena colloquiale. «Buonasera Matteo», ha detto Netanyahu dandogli il benvenuto e ricordando che Italia e Israele «condividono un rapporto speciale. La nostra amicizia è forte e possiamo renderla ancora più forte, c'è una cooperazione di successo». Il premier israeliano ha voluto elogiare questo rapporto, auspicando che «l'amicizia diventi sempre più solida in molti campi, dalla difesa all'economia, dal cybersecurity al commercio: le nostre relazioni possono crescere ancora di livello». Netanyahu ha però voluto anche mettere in risalto i rischi della recente intesa sul nucleare con Teheran. «L'accordo con l'Iran rappresenta una grande minaccia per Israele, l'Europa e tutto il mondo. Metterà Teheran in condizione di avere a disposizione decine di armi atomiche entro dieci anni - ha detto il premier israeliano -. L'accordo garantirà all'Iran centinaia di migliaia di dollari che saranno diretti verso la sua aggressività nella regione e al terrorismo. Altri soldi per i Pasdaran, per gli Hezbollah, per le milizie sciite in Irak e gli Houti nello Yemen».

Renzi ha incontrato anche Abu Mazen, presidente dell'Autorità nazionale palestinese. «L'Italia persegue la soluzione di due popoli due stati. È l'unica che per noi può condurre a un risultato», ha dichiarato il nostro premiere sottolineando che «la pace ha bisogno dell'impegno di tutti». Al termine del colloquio, Renzi si è detto «certo che Abu Mazen farà di tutto per combattere il terrorismo».