Renzi, Gentiloni e il fantasma del metodo Marino

L'inizio del declino di Matteo Renzi ha un nome e un cognome. È quello di Ignazio Marino, che il Pd prima ostracizzò e infine scaricò, tanto da costringerlo alle dimissioni dal Campidoglio. Era l'ottobre del 2015 e proprio dopo la scellerata gestione dell'affaire Roma ha avuto inizio la parabola discendente di quello che fino ad allora era sembrato una sorta di Re Mida della politica. Oggi, neanche 15 mesi dopo, il segretario del Pd rischia di fare lo stesso errore di quando decise di abbandonare Marino a se stesso, convinto che portando il Comune di Roma alle elezioni anticipate il Pd - che puntò sul renziano Roberto Giachetti - avrebbe potuto avere una possibilità di spuntarla. Come è finita è noto a tutti, come non è un mistero che un pezzo importante dell'elettorato romano del Pd abbia preferito o astenersi o, addirittura, votare per Virginia Raggi.

Il paragone sarà forse azzardato, ma è proprio tra i democratici che oggi in molti temono una sorta di «effetto Marino» se davvero Renzi continuerà sulla strada delle elezioni anticipate a giugno. È vero che si tratta di situazioni differenti, non fosse altro perché è stato proprio il segretario del Pd a mettere Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi, mentre Marino al Campidoglio ce lo ha trovato e per giunta non lo ha mai sopportato. Senza considerare che sullo scenario di oggi pesa la decisione della Corte costituzionale che per molti versi spinge nella direzione delle elezioni anticipate. Detto questo, qualche analogia tra le due vicende c'è. E sta nel fatto che come accadde per Roma a fine del 2015, anche oggi dovrebbe essere il Pd a staccare la spina del governo e di fatto portare il Paese alle elezioni anticipate. E poco importa la forma, quel che conta è la sostanza. Anche se Gentiloni dovesse lasciare Palazzo Chigi senza far rumore (e, quindi, senza un voto parlamentare) la fine della legislatura sarebbe comunque «a carico» del Pd - che del governo è l'azionista di maggioranza - e quindi di Renzi. Il che rischia di non essere senza conseguenze, anzi. È proprio nel Pd di osservanza renziana, infatti, che in molti temono un effetto boomerang che finisca al momento del voto per ingrossare le fila di chi si presenterà a sinistra del Pd, che sia Sinistra italiana o il nuovo soggetto a cui sta pensando Massimo D'Alema. Con il rischio concreto di favorire l'arrivo a Palazzo Chigi di Beppe Grillo, un po' come è successo a Roma con la Raggi.

Commenti
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gzorzi

Lun, 30/01/2017 - 09:05

Tranquilli, zilvio non torna certamente, dovete solo stare a rosicare dopo aver creato tutto questo grazie al no.

Ritratto di Azo

Azo

Lun, 30/01/2017 - 09:27

VENDUTI!!! GOVERNO, DI DEJA VÙ,( IDEE GIÀ USATE DA ALTRI FALLITI ) SENZA ALCUNA FANTASIA, SE NON QUELLA DI ESSERE ILLEGALI, CORROTTI E DEI GRANDI LADRONI!!!

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Corsaro Azzurro

Lun, 30/01/2017 - 11:21

@gzorzi, bello il tentativo di esorcizzare le sue paure! L'intervista di Mentana continua a mietere vittime...

luna serra

Lun, 30/01/2017 - 11:26

Marino è stato scaricato perchè ha detto no a Renzi Gentiloni è stato messo da Renzi quindi su quel fronte dorme tranquillo fino al 2018 tanto nel 2017 non si vota

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RaddrizzoLeBanane

Lun, 30/01/2017 - 11:30

per gzorzi va bene anche un Governo a trazione 5Stalle magari come CdM la Raggi..o meglio ancora l'ingovernabilità in un momento di sfascio totale del paese..l'importante è che non vada al potere Silvio Berlusconi..praticamente la sintesi della storia degli ultimi 20 anni..il paese ridotto in macerie a causa di una guerra scatenata dai padroni di quelli come gzorzi che non gradivano Silvio Berlusconi al contrariamente a quanto invece ha sempre ritenuto la maggioranza degli italiani..

Ritratto di Overdrive

Overdrive

Lun, 30/01/2017 - 11:34

Gzorzi. Eccerto dovevamo votare si per tenerci renzi. Hai visto mai che ce lo perdiamo

fcf

Lun, 30/01/2017 - 11:46

Massimo d'Alema rappresenta egregiamente la minoranza DEM (dementi) che riesce solo a distruggere quello che rimasto dell'Italia dopo le sciagure causate dalla sinistra italiana.

Libertà75

Lun, 30/01/2017 - 11:49

c'è ancora gente di mediobassa cultura che continua a perorare la bontà della ex riforma costituzionale... non hanno saputo spiegare i vantaggi (perché non esistevano) e ora continuano ad insultare le persone intelligenti che hanno respinto quel papocchio che superava il concetto di democrazia e di sovranità popolare