Renzi ora si scopre forcaiolo «Pene più alte per i corrotti»

Il premier teme l'onda lunga dell'inchiesta romana e posta un video su Youtube. Domani a Palazzo Chigi un pacchetto con quattro novità

RomaLa camicia bianca con le maniche arrotolate, le bandiere a fare da sfondo, le parole dure di Matteo. «I corrotti pagheranno tutto. Fino all'ultimo giorno, fino all'ultimo centesimo». C'era un segnale da dare, un gesto forte, un «atto di governo» per dimostrare che «il vento è cambiato» e soprattutto per non farsi travolgere dagli eventi. Così ecco che il premier attraverso Youtube si rivolge alla Nazione e annuncia un pacchetto anti-corruzione che domani verrà presentato al Consiglio dei ministri.

Quattro le novità. Innanzitutto si alza la pena minima prevista per il reato di corruzione, da quattro a sei anni. «Puoi patteggiare - spiega Renzi - ma comunque un po' di carcere te lo fai». In secondo luogo, «sarà molto più semplice procedere alla confisca dei beni di chi ha rubato». Terzo punto, «il maltolto si deve restituire, e non una parte. Se è provata la corruzione si restituisce fino all'ultimo centesimo». Infine, «si allunga necessario il periodo per arrivare alla prescrizione».

Il garantismo va bene, il passo indietro della politica pure. Ma, a una settimana dall'esplosione dell'inchiesta Mafia Capitale, il premier ha deciso che il governo non non poteva restare a guardare, rischiando magari di essere sballottato dall'onda lunga. «Di fronte alla schifezza della vicenda di corruzione a Roma - scrive infatti su Facebook - non possiamo che aspettare i processi. E le sentenze. Che speriamo veloci. Perché lo sdegno va bene, ma non basta». No, non basta.

Da qui la scelta di mettere mano al codice penale. Certo, avverte Renzi, Palazzo Chigi «non può mettere il naso, non deve mettere il naso, non vuole mettere il naso in quello che fa la magistratura: saranno i giudici a capire se quello è un reato mafioso o più banalmente, si fa per dire, un atto di corruzione». Ma non può nemmeno girarsi dall'altra parte. «Apri un giornale, apri un sito, accendi la tv. Tutto ti porta a parlare di ciò che sta accadendo a Roma». Perciò il governo assume un «impegno con i cittadini, fare di tutto perché finalmente in Italia chi ruba paghi fino all'ultimo centesimo, fino all'ultimo giorno. Non è solo un problema di norme: c'è bisogno di una scommessa culturale, educativa».

Chissà, l'accelerazione forse è figlia anche dei sondaggi, che dimostrano come il Pd stia pagando il prezzo più alto in tremini di consenso. «Quando diciamo “il vento è cambiato” - insiste Renzi - intendiamo dire che è inaccettabile che, quando uno ruba, possa patteggiare e trovare la carta di uscita gratis di prigione, come nel Monopoli». Serve, per questo reato forse più che altri, la certezza della pena. «In Italia su una popolazione carceraria di circa 50mila persone, in carcere per corruzione con sentenza passata in giudicato sono solo 257». Pure questo «lo trovo inaccettabile».

Adesso toccherà al Guardasigilli Andrea Orlando inserire il pacchetto nella riforma della giustizia. L'idea è di presentare «un ddl complessivo» sul processo penale che comprenderà anche le nuove norme sulla prescrizione. Matteo spera che basti per frenare l'emorragia. «Siamo quelli che hanno commissariato il Mose, sbloccato l'Autorità Anticorruzione, nominando Raffaele Cantone, e introdotto il reato di autoriciclaggio. E adesso siamo quelli che annunciano le pene».