Renzi scudiero della Merkel e Berlusconi resta cauto

Il premier attacca Tsipras e difende la Cancelliera: oggi sarà in Germania. Il leader di Fi critica le scelte di Berlino e Bruxelles, ma non assolve Atene

Renzi a cuccia da Frau Angela: la difende a spada tratta («Non è vero che non ha voluto l'accordo con la Grecia») e oggi vola a Berlino per un faccia a faccia con la Merkel, in programma da tempo. Al premier italiano interessa in primis lisciare il pelo dei forti per ottenere la benedizione al suo mantra: «L'Italia non è più un problema, siamo fuori dalla linea del fuoco». In attesa di una difficile soluzione del caso Atene, Renzi sente al telefono il premier greco Alexis Tsipras che però, anche a detta di alcuni colleghi di partito del premier (Alfredo D'Attorre) «è stato lasciato solo da Matteo. Che errore». Era stato durissimo con Atene, infatti, quando aveva detto «Tsipras non faccia il furbo».

Le opposizioni però incalzano: Renzi venga in Parlamento assieme al ministro dell'Economica Padoan per spiegare cosa sta accadendo; e soprattutto dire agli italiani qual è la posizione ufficiale del governo. La giornata è frenetica con la trattativa Grecia-creditori che sembra riaprirsi in zona Cesarini. Berlusconi, dal canto suo, osserva con apprensione quanto sta accadendo. Critica l'approccio eccessivamente egoistico e rigido dell'Europa ma non sposa in toto l'azione di Tsipras e Varoufakis che stanno giocando col fuoco. Così, resta personalmente cauto e lima quella che sarà la linea ufficiale del partito, probabilmente comunicata nei prossimi giorni ai big azzurri in un incontro a Roma. Incontro che però potrebbe non avvenire in settimana visto che l'ex premier non ha ancora deciso il viaggio nella Capitale. In ogni caso è vero: «La Germania e l'Europa in generale hanno gestito male la vicenda, fin dall'inizio». Ma da qui a sostenere tutte le mosse del governo di Atene ce ne corre. Il Cavaliere è preoccupato della brutta piega che sta prendendo l'Europa, incapace di far fronte comune anche su un altro tema che angoscia l'ex premier: il terrorismo internazionale. E la minaccia dell'Isis e il rischio Grexit non sono questioni separate, anzi. Per riaffrontare questi argomenti il Cavaliere dovrebbe rivedersi presto con il leader del Cremlino Vladimir Putin.

Nell'attesa di sapere la posizione esplicita del leader, in Forza Italia convivono differenti sensibilità; le posizioni più europeiste sono quelle di Antonio Tajani secondo cui «Tsipras attua una politica vetero-comunista, fa scelte sbagliate e mette a repentaglio l'euro e l'economia greca». Quelle più radicali sono di Renato Brunetta che attacca il premier italiano: «Renzi chiami Juncker e lo convinca ad accettare lettera Tsipras per ristrutturazione debito da subito. Tanto è lì che si va a finire». E ancora: «Renzi entri nei negoziati sulla crisi greca, da cui fino ad ora è stato clamorosamente escluso; e si faccia in modo di attivare il Fondo salva Stati europeo per ristrutturare il debito greco subito». E poi c'è chi ha una posizione mediana, come Mariastella Gelmini, vicecapogruppo di Fi a Montecitorio: «L'Unione europea, anchilosata, s'è cullata per troppo tempo nella prevalenza degli egoismi nazionali e nel rispetto sacrale di regole e vincoli». Tuttavia: «Le regole sono necessarie e Tsipras deve mettere da parte l'armamentario ideologico di una sinistra sconfitta dalla storia e nella coscienza delle persone. Non può pretendere di conservare ai greci privilegi e vantaggi economici ai quali tutti hanno dovuto rinunciare». Il clima resta teso e a cercare di spegnere gli animi più accesi ci proverà il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, oggi alla Camera alle 16 per il question time proprio sul caso Grecia.

Commenti

Luigi Farinelli

Mer, 01/07/2015 - 10:13

"Tuttavia le regole sono necessarie", afferma la Gelmini, ma appare evidente che l'Europa non è solo esportatrice del relativismo etico ma anche di quello economico, visto che la prima a sforare il demenziale vincolo del 3,5% è stata la Germania ma la cosa è passata poi in cavalleria e che la stessa Germania bara nel dichiarare il suo vero debito pubblico. Le regole quindi vanno rispettate solo quando fa comodo? Berlusconi poi si aspetta che l'Europa assuma decisioni sensate e concrete in materia di immigrazione forzata e terrorismo: ma non basta ancora l'inefficienza totale dimostrata da questa istituzione negli anni e la perniciosa azione esercitata sulle Nazioni che hanno la sventura di farne parte, per far aprire gli occhi? Dobbiamo proprio arrivare all'abbandono della nostra sovranità e alla svendita della nazione per soddisfare il sogno internazionalista dei massoni al potere?