Renzi si è svegliato Solo ora ha scoperto che chi parte muore

Premier nell'angolo: «Non facciamoli salpare ma niente blocchi navali» Berlusconi chiede unità: «Ora un tavolo comune con chi ha governato»

Le tragedie del mare che si ripetono con inquietante regolarità. Le vittime aumentate di trenta volta rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. L'occasione del semestre di presidenza italiano dell'Ue buttata via, senza alcun risultato concreto sul fronte della condivisione del peso del fenomeno, ovvero su ciò che avrebbe dovuto rappresentare la priorità assoluta per il nostro Paese. L'Europa che continua a fare spallucce di fronte alle richieste di aiuto. Il governo incapace di mettere in campo una strategia per fermare l'invasione delle nostre coste. E le nostre anime belle che dopo aver sposato a oltranza un confuso buonismo e fatto passare il messaggio dell'Italia come porta d'accesso per un intero continente ora versano lacrime di fronte all'ecatombe.

È un giorno difficile per il governo Renzi, chiamato ad esprimersi su un tema drammatico e complesso, un tema che il premier non ha mai messo realmente al centro della propria agenda. L'ennesima tragedia lo convince a tentare una tardiva sterzata rispetto alla linea adottata finora e a dare un messaggio di forza. Gli immigrati «si salvano non facendoli partire», dice il premier. «La battaglia di tutti deve essere contro i trafficanti di esseri umani, i nuovi schiavisti del XXI secolo. La questione è bloccare il traffico di esseri umani: i nuovi schiavisti non possono pensare che l'Europa lo consideri un problema di serie B». Nessuna nostalgia per Mare Nostrum. «Dire “se ci fosse stato Mare Nostrum” non sta nè in cielo nè in terra, Mare Nostrum è un'operazione tampone».

Quando però si scende su un terreno concreto e si passa a parlare di blocco navale il dubbio pervade il premier. «Con il blocco navale si corre il rischio di fare un favore agli scafisti, mettendo a disposizione una sorta di servizio taxi nel Mediterraneo. Si sarebbe costretti ad andare a prendere questi barconi. Siamo pronti a fare tutto ciò che è necessario perché non partano i barconi». Una linea che non sembra essere molto coordinata con il resto del suo partito visto che Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa a Palazzo Madama, prende una posizione opposta. «Unione europea e Onu predispongano un blocco navale per fermare il traffico degli esseri umani» scrive.

Chi assume un atteggiamento costruttivo e invita a una prova di responsabilità e a una collaborazione allargata tutte le forze politiche è Silvio Berlusconi. «Di fronte a quest'ultima tragedia basta con le accuse e le contrapposizioni», scrive in una nota. «Occorre costituire immediatamente un tavolo tra tutti i protagonisti dei governi passati e presenti dove ciascuno possa mettere a disposizione le proprie esperienze per porre fine a queste sciagure. Questo - rimarca l'ex presidente del Consiglio - è il momento dell'unità e dell'azione, non delle divisioni e dei contrasti». Il resto del Pd, invece, appare soprattutto impegnato a polemizzare a distanza con Matteo Salvini. «Mentre i nostri uomini raccolgono i cadaveri e salvano vite nel Mediterraneo, gli sciacalli speculano in diretta tv. Nauseante» dice il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini. Il leader leghista non aveva certo fatto sconti all'esecutivo nelle sue prese di posizione. «È una tragedia annunciata. Più ne partono più ne muoiono» dice Salvini a SkyTg24 . «Dalla strage di Lampedusa non è cambiato nulla: partono, annegano o sbarcano, scappano e si alimenta lo scontro sociale. Cosa dobbiamo ancora aspettare per attuare un blocco navale? Altri 700 morti? L'ipocrisia di Renzi, Alfano e Boldrini crea solo morte. Renzi invece di fare il fenomeno e giocherellare con Obama dovrebbe andare sul posto e capire come fare per fermare le partenze». Si schiera con forza a favore del blocco anche Daniela Santanchè. «L'asse tra Renzi-Alfano e Boldrini ha portato a questo disastro. L'unica soluzione è che l'aeronautica italiana e la marina militare si attrezzino subito ad affondare i barconi pronti a partire come già era stato fatto in passato in Albania».

di Fabrizio de F eo

Roma