La replica: misura grottesca. Ed è polemica su un vino da 150mila dollari

Silvio Berlusconi non potrà mettere piede in Ucraina per tre anni. Le sue «visite e l'accesso a qualsiasi parte del territorio dell'Ucraina saranno possibili esclusivamente previo consenso della Parte ucraina». Detto che probabilmente il Cav se ne farà una ragione, il suo esser diventato «persona non gradita» è la conseguenza della sua visita in Crimea insieme al presidente russo Vladimir Putin, la scorsa settimana. Viaggio su cui peraltro la procura ucraina ha aperto una inchiesta.

La questione è spinosa e si innesta su scenari internazionali piuttosto complessi. La Crimea è una penisola sul Mar Nero appartenente formalmente all'Ucraina ma annessa lo scorso anno dalla Russia dopo un referendum il cui risultato non è riconosciuto come valido dalla comunità internazionale e naturalmente dalla stessa Ucraina. Una terra contesa e quindi un tema estremamente delicato.

Quindi secondo l'ambasciatore ucraino a Roma Evhen Perelygin Berlusconi andando a Yalta assieme al suo amico leader russo avrebbe compiuto una «provocazione che rappresenta una sfida diretta all'integrità territoriale dell'Ucraina e ignora completamente la posizione consolidata dell'Unione Europea e l'Onu riguardo al non riconoscimento dell'occupazione di Crimea da parte della Federazione Russa». «Personalmente - ha scritto all'ex premier il diplomatico all'indomani delle visita - credo che tale visita non le concede più il diritto morale di essere un mediatore imparziale in un processo di pace in questa parte d'Europa che sta coinvolgendo numerosi nobili politici non solo a livello europeo». Insomma, la visita di Berlusconi «può essere considerata ormai non solo come la violazione delle norme dell'ingresso in Crimea ma anche come una manifestazione di un tipo di appoggio all'annessione illegale della Crimea da parte della Russia».

Naturalmente si tratta di un caso diplomatico piuttosto spinoso. Su cui il governo deve intervenire. «Il bando di tre anni dell'Ucraina nei confronti di Silvio Berlusconi - dice il deputato di Forza Italia Luca Squeri - è una misura grottesca, un'assurdità. Chiediamo a Renzi di convocare immediatamente l'ambasciatore ucraino e di chiedere chiarimenti su un provvedimento grave che colpisce un leader che si è sempre impegnato per costruire uno spirito di distensione e collaborazione tra la Russia e il resto dell'Occidente e per convogliare le più gravi crisi internazionali nel solco della pace e della libertà. Il contatto continuo del Presidente Berlusconi con gli altri leader internazionali, uno su tutti Vladimir Putin, è stato garanzia di stabilizzazione in molte aree, nel corso degli anni, e lo è ancora. Perciò chiediamo al premier di agire affinché l'Ucraina ritiri questa decisione paradossale».

Ma la visita dei due leader in Crimea della scorsa settimana ha avuto anche altre conseguenze grottesche di tipo... enologico. Come riporta il sito winenews.it , Yanina Pavlenko, direttrice della cantina-mito Massandra, la più antica e famosa di Crimea, avrebbe stappato per offrirla ai due ospiti illustri nella loro visita dell'11 settembre una rarissima bottiglia di vino di Jerez de la Frontera risalente addirittura al 1775. Una bottiglia portata in Crimea dal fondatore della cantina, il conte russo Mikhail Vorontsov, e il cui valore è stimabile tra i 100mila e i 150mila dollari. È ora la Pavlenko rischia di passare dei guai seri: è infatti per lei scattata l'accusa di «appropriazione indebita e sperpero dei beni dello Stato» per la Pavlenko. La cantina infatti è stata nazionalizzata e che la Crimea, formalmente, è ancora sotto l'egida dello stato ucraino. Ma naturalmente anche questo atto della procura di Kiev sa di tappo. Anzi, di ritorsione.