Rette e diagonali, l'abito è geometrico

Segni casualmente ordinati, moltiplicazioni ossessive ma anche libere campiture, pennellate e tratti floreali quasi scarnificati: sono i tratti del nuovo grafismo che invade le collezioni per il prossimo inverno. Il prezioso disordine ordinato di Rodolfo Paglialunga ha fatto sì che ieri la sfilata della collezione Jil Sander fosse esempio di una perfetta tensione creativa e di una nuova dialettica fra linee rette e diagonali. Righe sottili, bande, quadri decostruiti e nastrati sui cappotti, check fuori misura per griglie impresse sui capi sartoriali, erano la quintessenza di un ritmo costante fra raffinatezza e preziosità. In più c'era anche un senso di nuova confortevolezza nelle allacciature a vestaglia. Ma quello che più sorprendeva era la verticalità: giacche e tuniche su gonne-pantalone, abiti che glorificavano la silhouette, tocchi di colore negli stivali e nelle collarette dolcevita. Oggetto di nuove irresistibile tentazioni erano anche gli abiti astrologici disegnati da Peter Dundas per Emilio Pucci: una straordinaria interpretazione dei segni dello zodiaco nelle stampe in bianco e nero tempestate di soli, lune e stelle. Stampe realizzate a mano rendevano unici i minidress in crêpe di seta mentre il gusto per il grafismo veniva accentuato negli ampi pantaloni in tartan black&white. Righe disobbedienti sulle maglie e su alcuni abiti di Bottega Veneta facevano da contraltare ai punti meticolosamente ordinati dei completi, dei vestiti e dei pantaloni a pois che otticamente sembravano disegnare nuove geometrie grazie agli abbinamenti di colori: il nero con il rosa, l'arancione, il verde Irlanda. Esempio illuminante di quanto la bravura di un direttore creativo come Tomas Maier possa reinventare un grafismo scontato come il pois che in alcuni preziosi abiti occhieggiava addirittura da una sopraveste di pizzo nero. Antonio Marras che reinventa se stesso con una capacità straordinaria, ha fatto sfilare in una sorta di Versailles underground, un garage con tanto di tappeti e lampadari di cristalli, una declinazioni di pezzi irresistibili come il nuovo tailleur azzurro estenuato con ricamo di macramè nero su un solo lato della giacca a vestaglia, piccoli cappottini con grafiche di gusto botanico, lunghi abiti verticalizzati dal pizzo nero, tailleur gessati e ricamati. Omaggio alla bellezza di una modella, Benedetta Barzini, che nell'uscita finale portava in passerella il suo fisico asciutto e le sue rughe: una regina di grande umanità. Come si suppone debbano essere le donne che indosseranno le proposte di Gabriele Colangelo, un inno alla materia e ai grafismi ma anche all'arte. Fra i pezzi straordinari presentati ieri, una menzione speciale va alla pelliccia di visone effetto gessato ottenuto con strisce sottili di colori diversi, al cappotto double con sovrapposizioni di pannelli di montone riccio, all'abito bianco decorato con una banda di visone altrettanto candido. Tutt'altro film quello di Elisabetta Franchi affascinata dall'Oriente e dai grafismi creati con immagini di giardini di Kyoto innevati e della fioritura dei ciliegi. Magnifici gli abiti kimono moderni e non didascalici e speciale l'effetto squama preso da un altro simbolo orientale, il drago, che movimentava la pelle di scarpe e mini bag.