Ricci alla conquista dell'Umbria «Centrodestra unito, qui è realtà»

Sono i turisti che ogni anno ad Assisi, dove Ricci è sindaco, approdano nella cittadina umbra

nostro inviato ad Assisi

Una faccia così nel catalogo antropologico dei forzisti non si era mai vista. Lo sguardo assorto verso un punto lontano, l'aria quasi mistica, il telefonino che non è una protesi e viene maneggiato con una certa riluttanza. E infine le orecchie che secondo una leggenda da lui smentita avrebbero fatto storcere la bocca a Silvio Berlusconi. Poi lo ascolti e ti accorgi che anche il vocabolario, il lessico, non appartengono agli stereotipi della politica che abbiamo costruito in questi anni. Ma i discorsi di Claudio Ricci, sindaco di Assisi dal 2006 e oggi candidato del centrodestra alle Regionali umbre, suggestionano e imbozzolano chi ascolta.

Lui, questo strano esemplare della politica italiana spuntato fra le colline di San Francesco, parla lento e torrenziale. Inizia piano, non finisce più. È una sorpresa. Sin dall'incipit con cui pare debellare le diatribe azzurre: «Io mi sto preparando all'appuntamento elettorale da 18 mesi. Ho messo insieme Forza Italia, il mio partito, compresi i fittiani, Fratelli d'Italia e la Lega. Di più: c'è una certa assonanza con Area popolare, credo proprio che i centristi confluiranno nel mio raggruppamento». Non solo: «Con tre liste trasversali, ricche di presenze sorprendenti e formalmente collocate altrove, sono convinto di poter calamitare molti voti fuori dal bacino elettorale del tradizionale centrodestra». Detto in soldoni: candidarsi a governatore nella rossa Umbria equivale alle latitudini del centrodestra a un suicidio. Ma Ricci è convinto di avere qualche asso: «La mia rivale, Katiuscia Marini, governatrice uscente, è bersaniana», lasciando intendere che uno spicchio del Pd a trazione renziana potrebbe pure innalzare lui per affossare lei. Chissà. Ricci insiste: «Assisi è gemellata con Santiago de Compostela. E io vado spesso in Spagna. Là ho imparato da Podemos e ho mutuato il loro metodo qui in Umbria. Giro con un minibus per la mia terra, incontro piccole comunità. In 18 mesi sono nati 400 punti di riferimento e 100 comitati, sparsi nei 92 comuni umbri, ho tenuto 200 incontri». Da Podemos a Forza Italia, dalla nuova sinistra spagnola ad una versione inedita del forzismo altrove in crisi.

Ricci sembra sempre sul punto di porgere il rituale ramoscello d'ulivo, ma in realtà ha la struttura del carrarmato. Che punta verso Perugia partendo dal laboratorio Assisi. Una città a fisarmonica, insieme provinciale e internazionale: «Assisi ha 29mila abitanti ma ospita ogni anno 6 milioni di turisti. Può capitare nello stesso giorno di dare un premio al presidente di qualche stato, come è successo con Shimon Peres e Abu Mazen, e poi di ragionare dei problemi spiccioli di qualche frazioncina. Io ricordo solo che qui ho realizzato alcuni dei punti fondamentali del programma di Forza Italia: la sicurezza e la riduzione delle tasse». Non si tratta di slogan. Le tasse: «L'addizionale Irpef è abolita, zero per tutti, senza distinzione di reddito. Credo che Assisi sia l'unico comune italiano così coraggioso. Ancora di più perché io non ho introdotto la tassa di soggiorno che qui sarebbe una vera manna. Io penso invece che il visitatore capisca e apprezzi la nostra sensibilità, quasi un biglietto da visita. E poi ancora io ho ridotto del 50% le tariffe dei servizi sociali. Tutto questo sistema sta in piedi perché abbiamo abbassato del 10%, con tagli mirati, le spese del comune. E così, nel nostro piccolo, realizziamo il programma originale del Cavaliere che nei giorni scorsi mi ha ricevuto e mi incoraggiato ad andare avanti». La sicurezza. «Assisi è speciale anche perché ospita due delle sei basiliche papali della cristianità. Dunque, fra il 2006 e il 2007 i custodi di San Francesco e Santa Maria degli Angeli mi fecero presente che la situazione era diventata intollerabile. Chi entrava in chiesa doveva vedersela con gruppi di accattoni che poi rubavano ai pellegrini. Allora ho sfruttato i miei poteri firmando fogli di via per questi signori. E ho proseguito con le ordinanze di sgombero per i campi rom abusivi. Sia chiaro, senza dimenticare i clochard veri».

Oggi la situazione è stata raddrizzata. Ma Ricci si è spinto oltre. Ha inventato le ronde: «Girano decine di volontari, muniti di auto e telefonino forniti dal Comune. Hanno il divieto di stabilire rapporti con le persone, possono solo fare segnalazioni. Risultato: oltre 300 allerte utili per le forze dell'ordine in un anno. Poi, mentre altrove le caserme chiudono, qui ne stiamo costruendo cinque nuove». Infine le telecamere: «Se sono rotte o nessuno le vede servono a poco. Dunque ho creato una centrale con la sorveglianza attiva 24 ore al giorno». Nessuno fa miracoli ma Ricci ci prova. Cerca di ricostruire i pilastri di un programma liberale. Intanto, nel suo piccolo, offre un modello di compattezza al centrodestra.

Commenti

MEFEL68

Lun, 06/04/2015 - 12:32

E' solo una bonaria cattiveria. Siete sicuri che si chiama RICCI?

luigi1947

Lun, 06/04/2015 - 18:04

Certamente ! si chiama Claudio RICCI, è un ottimo Sindaco e una persona per bene, parola di un cittadino di Assisi!