"Con la riforma solo sei mesi per rivendicare diritti sui beni"

Milano. «La cosa che meno mi convinceva degli emendamenti in oggetto era la normativa transitoria: ai legittimari erano dati sei mesi di tempo per opporsi alle donazioni potenzialmente lesive dei loro diritti. In questi sei mesi alcuni legittimari, ignorando la nuova normativa o la donazione effettuata, non avrebbero agito in opposizione perdendo i propri diritti. Altri legittimari si sarebbero opposti. In questo caso, gli immobili oggetto dell'azione di opposizione non sarebbero commercializzabili ne assicurabili. In pratica si sarebbe realizzata quella paralisi del mercato che il legislatore, nelle sue intenzioni, avrebbe voluto combattere». Alberto Saiu (nella foto) è un avvocato genovese che si occupa di gestione del rischio in operazioni immobiliari ed è stato uno dei primi a denunciare la portata degli emendamenti Lega-M5s.

Come si può oggi tutelare il proprio patrimonio?
«Ci si rivolge al notaio, che ha tutti gli strumenti per risolvere le eventuali criticità nella suddivisione dei beni tra gli eredi. L'unico profilo di rischio che il notaio non può prevedere è una futura lesione della legittima (la quota-parte di eredità che un soggetto deve destinare a figli e coniuge). Da qualche anno, proprio al fine di risolvere tali criticità, esistono prodotti assicurativi che, a costi molto contenuti, consentono il riequilibrio dei rapporti garantendo la massima tutela dell'acquirente, della banca mutuante e dei legittimari potenzialmente lesi da una donazione».

Come funzionano le assicurazioni sulle donazioni? Presentano qualche controindicazione?
«Nessuna controindicazione. Lo strumento assicurativo è stata la risposta ad un problema, fino a quel momento insoluto».