Ristrutturazioni, il governo taglia gli sgravi fiscali

E va a rilento anche il «Progetto Casa» che l'ex premier Renzi annunciò in pompa magna

Roma Il crollo di Torre Annunziata si è verificato in un periodo critico, dal punto di vista fiscale, in materia di messa in sicurezza degli edifici. Da una parte, il ministero dell'Economia lascia intendere che gli sgravi per le ristrutturazioni edilizie potrebbero essere sacrificati sull'altare della disciplina di bilancio. Dall'altro lato, il progetto Casa Italia, lanciato dall'ex premier Renzi dopo il sisma nel Centro Italia, va a rilento.

L'obiettivo di consolidare il patrimonio immobiliare italiano mettendolo al riparo dal rischio sismico e idrogeologico è ancora molto lontano. La mappa dei Comuni, che doveva essere pronta per la fine di maggio, è stata infatti rinviata alla fine del periodo estivo. In teoria sarebbe anche stata approntata, ma si è preferito farla precedere da una fase di test. A questo punto, però, sembra improbabile che per la fine del 2017 si riesca a dotare tutti gli edifici italiani di un dossier informativo sulle potenziali criticità.

Nonostante la struttura di missione «Casa Italia» della Presidenza del Consiglio possa contare su risorse per 2 miliardi di euro destinati al capitolo sicurezza, il premier Gentiloni a maggio aveva annunciato l'avvio di 10 cantieri innovativi di risanamento antisismico «leggero» per una spesa di 25 milioni. Solo tre progetti, tuttavia, sono pronti.

Ecco perché le provvidenze per le ristrutturazioni assumono un'importanza fondamentale in quest'ottica. La detrazione del 50% sul recupero edilizio fino a una spesa di 96mila euro, infatti, comprende gli interventi contro i rischi sismici e idrogeologici è costata allo stato in termini di minori entrate oltre 3,5 miliardi cui si aggiunge un altro miliardo circa dalla detrazione del 65% sulle riqualificazioni energetiche. A questi bisogna aggiungere l'Iva agevolata al 10% sugli interventi di manutenzione che è valsa che ha impegnato risorse per 1,4 miliardi. Secondo il Cresme, il valore degli interventi che hanno usufruito del bonus ristrutturazioni è salito da 8,1 miliardi di euro nel 2009 a 25,7 miliardi nel 2016.

Questi bonus, assieme a quelli sull'acquisto di elettrodomestici di Classe A e alla cedolare secca sugli affitti, scadono il 31 dicembre. In tempi di ristrettezze economiche è difficile prevedere la loro proroga anche se generalmente rientrano sempre nel pacchetto della legge di Bilancio. Torre Annunziata ci dice che ce n'è bisogno.

Commenti

guido.blarzino

Dom, 09/07/2017 - 16:23

Ancora dagli anni 70/80 andavo ripetendo che il maggior danno non era rappresentato dalle tangenti in sè quanto piuttosto dalle conseguenze dei lavori male eseguiti per speculazione con il tacito consenso imprese/corruzione/politica. In questa disastrosa situazione idrogeologica e sismica si continua a bruciare denaro per la politica, la casta, il buonismo. Abbiamo un debito enorme ed un territorio distrutto. Come si può accettare continuamente immigrati e pensare allo ius soli ? Bisogna essere fuori di senno, papa compreso. E non intendo offendere nessuno.