Il ritorno di Grillo dal mare: ora batte cassa coi militanti

Il leader del M5s lancia la campagna di finanziamento «Non so come arriverò, ma ci sarò e più forte di prima»

Giuseppe Marino

Roma Appena 38,4 euro a testa di media. E soprattutto appena 2.744 donatori dall'inizio dell'anno a oggi. La strada stretta del finanziamento «privato» alla politica scelto dai Cinque stelle passa per queste cifre che si desumono da un nuovo sito aperto per raccogliere il contributo dei militanti. Cifre piuttosto deludenti, se si pensa che solo nei grandi comuni, alle ultime elezioni amministrative l'M5s ha raccolto circa 900mila voti. E se si guarda ai milioni di clic che il movimento raccoglie con i suoi interventi sui social network. Ma cliccare, votare e sborsare sono azioni con un peso specifico ben diverso.

È uno dei motivi che ha spinto Beppe Grillo, dopo l'annuncio del «passo di lato» a farne un altro al centro, della scena politica, lanciando sul suo blog uno scenografico appello video in cui chiede al suo popolo di allargare il portafogli per sostenere la causa: «Ci serve un po' di solidarietà, non sempre delle solite 10.000 persone che versano 30-40 euro a testa. Mi ha fermato una persona che mi ha detto sono otto volte che dò trenta euro, non ce la faccio più». La cifra citata da Grillo combacia perfettamente con la media che si ricava dai dati del sito per donare dunque l'intervento del comico parte da un'analisi concreta di quanto sta accadendo sul fronte della raccolta: appena 105.556 euro nel 2016.

Servono fondi per affrontare la battaglia d'autunno. L'M5s ci crede: nonostante gli sforzi di Renzi, sotterranei e non, per sottrarsi al cul de sac del referendum, secondo i grillini sta per arrivare davvero il momento della verità per la stagione renziana. Grillo sa che il referendum sulle riforme è importante, ma lo è anche la battaglia nelle città neo amministrate dai suoi, soprattutto Roma, dove il bombardamento degli avversari è destinato ad aumentare di intensità.

«Sta per arrivare il temporale», dice il comico sullo sfondo di un mare burrascoso: «E' una tempesta magnifica che sta arrivando». E ancora: «è quello che succederà a settembre, ottobre, novembre: lampi, tuoni, tempeste. Ma noi avremo ombrelli, impermeabili, passeremo attraverso qualsiasi cosa». A Roma si è visto che il Pd è pronto a usare qualsiasi arma, con spregiudicatezza, incluse le stesse intercettazioni di Mafia capitale che hanno smantellato i dem romani. Ed è la stessa rigidità dei principi grillini a esporre il movimento al rischio di contraddizioni insostenibili.

Per il movimento è un'estate calda e l'autunno lo sarà ancor di più. Luigi Di Maio segue da vicino la situazione romana, Alessandro Di Battista ha iniziato il suo tour «iodicono», in scooter per le piazze e spiagge d'Italia, Casaleggio jr. invece, dopo la scomparsa del papà Gianroberto, sta mantenendo la promessa di invisibilità. Ma toccherà di nuovo a Grillo tirare le fila dell'assalto a Renzi in vista di referendum e, spera i pentastellati, imminenti elezioni politiche. Il comico tenterà di nuovo la carta della piazza, con un week end di mobilitazione fissato per il 24 e 25 settembre a Palermo sotto lo slogan «Italia 5 stelle». «Non so come arriverò, in che modo, cosa farò. Non lo so. So che ci sarò e sarò ancora più forte di prima». Non suona come un passo di lato.