La rivincita di Battaglia: «Mi spiace, andava fermato Usa toni rozzi e volgari»

Grillo gioca con la condanna, inzuppa di retorica tutta la storia, fa il modesto mettendosi sullo stesso piano di tale Nelson Mandela. Franco Battaglia, professore di chimica fisica all'Università di Modena e collaboratore del Giornale , è invece lapidario: «Qualcuno deve fermare questo signore».

Perché Battaglia?

«Perché lui ha una lunga collezione di condanne e procedimenti. Sempre per diffamazione. È stato condannato per aver usato parole irriferibili nei confronti di Rita Levi Montalcini, e ancora verso Mediaset e deputati vari del nostro Parlamento».

Grillo è un politico, è un comico, usa il vocabolario come una palestra per i suoi show. Non meriterebbe un po' di indulgenza?

«Ma quale indulgenza. Ci siamo confrontati ad Annozero nel 2011 e lui non ha fiatato davanti ai miei ragionamenti pro nucleare».

Prosegua.

«Poi Grillo va a San Benedetto del Tronto e mi attacca con toni volgari, rozzi, davvero miseri».

Va bene, ma perché querelarlo?

«Perché io non sono pagato dalle multinazionali, come lui ha sostenuto, ma dico semplicemente quello che penso. E poi, mi permetta, è inquietante che un leader che aspira ad andare al governo se ne esca con quella tirata quasi incredibile: con gente come Battaglia non si media, come non si scendeva a compromessi con l'antifascismo ai tempi del Duce. Non potevo accettare affermazioni cosi false e offensive».

Ora Grillo rischia il carcere. Non è troppo?

«Su questo posso essere d'accordo con lei, anche se il giudice si è limitato ad applicare il codice. Non voglio essere io a dargli la possibilità per recitare la parte del martire. Immolato sull'altare della libertà di parola. Per carità. Ci manca solo che Grillo capitalizzi questa condanna dal punto di vista politico. E però»

Però?

«Però anche lui si deve rendere conto che le parole non sono sempre innocenti».

Nel suo caso?

«Qualche tempo dopo il comizio la mia auto è stata presa a sassate. Il clima era molto teso e io ho avuto paura. Le ricordo che un dirigente dell'Ansaldo, Roberto Adinolfi, è stato gambizzato come manager di un'azienda impegnata le comparto nucleare».