La rivincita di Berlusconi «Il premier è stato di parola»

Il leader azzurro commenta l'uscita di scena di Renzi «Ora il proporzionale, poi la parola torni agli italiani»

Berlusconi si gode la vittoria. Tornato ad Arcore dopo aver votato a Roma in mattinata, il Cavaliere aspetta i primi risultati davanti alla tv. Poi, ai primi exit poll che danno la schiacciante vittoria del No, il sospiro di sollievo e il sorriso. Come a dire: «Lo sapevo. Avevo ragione io». Una bella rivincita per il Cavaliere che s'è sentito tradito dalla tracotanza del premier all'epoca del Nazareno. Berlusconi, però, a differenza dei suoi alleati di Lega e Fratelli d'Italia, non infierisce a caldo sul premier. Anzi, dice: «Per una volta ha mantenuto la parola. Ora un tavolo comune per fare la legge elettorale. Noi ci siamo». Ovviamente ora il Cavaliere è in una posizione di forza, speculare a quella di debolezza di Renzi che, in ogni caso, continua a guidare il Pd. Ma il paletto del leader forzista ora è ben piantato a terra: «Ora serve il proporzionale e poi si restituisca la parola agli italiani».

Berlusconi torna centrale più che mai nel gioco politico. Ora il boccino è nelle mani del capo dello Stato e il leader di Forza Italia ha già fatto capire a Mattarella quale sarà l'atteggiamento degli azzurri: niente inciuci né governi tecnici ma atteggiamento responsabile. Berlusconi non chiederà elezioni subito ma avrà un atteggiamento collaborativo per rottamare l'Italicum e far partorire una nuova legge elettorale. Che dev'essere proporzionale con una soglia di sbarramento per evitare il proliferare dei partitini. Poi, la parola dovrà tornare agli italiani. Il proporzionale, si ragiona, consentirà anche di non fondersi con la Lega ma soltanto di fare una naturale alleanza come accaduto per vent'anni. Chi esulta è il capogruppo azzurro Renato Brunetta: «Per Renzi è un game over. Lui ha personalizzato la campagna referendaria ed ha detto che sarebbe andato via». Ancora più chiaro: «Il Pd ha la maggioranza ed ha il dovere di fare un altro governo visto che in Parlamento ha la maggioranza ma senza Renzi». E pure Mara Carfagna segnala che Renzi è giunto al capolinea: «Chiudiamo questa brutta pagina; ora affrontiamo i problemi veri del Paese: più crescita e occupazione». «Renxit», festeggia su Twitter il senatore Gasparri. In Forza Italia si fanno già anche alcuni nomi ma spetterà al premier, se dovesse lasciare, indicare il suo successore. Tra gli azzurri già si scommette sui ministri Dario Franceschini o Andrea Orlando. Ma al di là dei nomi spetta al Pd sbrogliare la matassa.

Adesso è tempo di festeggiare per lo scampato pericolo. Per almeno due settimane le acque nel centrodestra saranno chete. Poi, tuttavia, nei dintorni di Arcore ci si aspetta che gli alleati cominceranno a pigiare sul tasto «primarie». Il Cavaliere per ora non ci pensa. Anche perché proprio scavallato l'appuntamento referendario potrebbero arrivare notizie dalla Corte di giustizia di Strasburgo. Ma questa notte è soltanto una lunga notte per centellinare una bottiglia di champagne.

Lo stesso champagne consigliato a un sostenitore incontrato fuori dal seggio in mattinata: «Abbiamo una grande battaglia da qui in avanti e potrete farla soprattutto voi che avete le forze giovani. Io cercherò di mettercela tutta mah... Mamma mia...». E al giovane al suo debutto con il voto: «Vai a casa e questo primo voto devi segnartelo sul diario e magari, aspettando il risultato, dopo berti una bottiglia di champagne, ma non tutta tu». Una parte, senza dubbio, l'ha bevuta questa notte il Cavaliere.