La rivincita della pecora (vent'anni dopo Dolly)

Oggi all'Aquila una giornata dedicata al quadrupede più sottovalutato

Altro che pecore nere. Altro che esemplari di una massa informe, magari da contare allineati entro un recinto di fantasia, quando non si può dormire. Anche la pecora vuole la sua parte. A vent'anni dalla nascita di Dolly, il primo animale clonato al mondo (e, non a caso, una pecorella), i quadrupedi folti di lana si prendono una rivincita all'Aquila, proprio oggi. Perlomeno in senso simbolico. Nel capoluogo abruzzese, infatti, migliaia di agricoltori si incontreranno al Centro Universitario sportivo, per siglare un vero e proprio accordo di «assunzione» delle pecore: a loro spetterà il compito di curare il verde in città, questa città che di speranza e ricostruzione, ma certamente anche di sana natura ha tanto bisogno dopo il terremoto.

Gare di tosatura con giovani pastori, una piccola mostra a cielo aperto delle moltissime razze storiche e poi, preparazione dal vivo dei diversi tipi di pecorino che si sfideranno a tavola, ma addirittura greggi intere all'opera come tosaerba naturali nei giardini o impegnate a scopo educativo. Sono solo alcune delle attività previste per questa «mattinata da pecora», durante la quale saranno illustrati i nuovi business che ruotano attorno a questo generosissimo animale: dalla bioedilizia alla lotta ai disastri ambientali, fino alla moda e all'impiego innovativo del latte di pecora per cosmetici e agri-gelati. E inoltre, un saggio dei primi pecorini senza il colesterolo e la presentazione del Rapporto Coldiretti/Univerde su «Gli italiani e la nuova agricoltura» realizzato da IPR Marketing con il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo.

Una giornata di riscatto da quel bassofondo pecoreccio che la cultura di sempre ha riservato a un animale tutt'altro che sciocco, vittima sacrificale ancora lattante e primo animale al mondo il cui Dna è stato replicato cromosoma per cromosoma, filo di lana per filo di lana, a testimonianza di quanto prodigio possa reincarnarsi in provetta, e belare allegramente alla vita. Per l'anniversario dei venti anni dalla prima clonazione animale, grazie alla indimenticabile Dolly, un evento unico in Italia riporta le pecore sotto i riflettori, ma per ragioni tutt'altro che frivole: si riflette oggi, infatti, sull'aumento delle greggi e l'arrivo di giovani pastori proprio perché in Italia si è scelto un percorso produttivo ricco di innovazione nell'impiego e nella valorizzazione di questo animale. Scossoni nella pastorizia, con contributi che spaziano dalla cosmetica alla moda, dall'edilizia alla scuola, ma anche la manutenzione ambientale e la pet therapy.

E la pecora porta in Italia nuovi prodotti: lo dice un dossier elaborato da Coldiretti, che sottolinea il boom del pecorino all'estero ma mette anche in risalto i nodi del negoziato sul TTIP con la presunzione statunitense di sfruttare impropriamente i nomi italiani, da Pecorino Friulano al Romano, fino al rischio dell'arrivo di carne e latte provenienti da animali trattati con ormoni, o addirittura clonati che sono liberamente ammessi negli Usa a vent'anni dalla nascita di Dolly. Ma anche a quindici anni esatti dall'approvazione della legge di orientamento (228/2001) che ha rigenerato l'agricoltura italiana: una norma che ha allargato i confini dell'imprenditorialità puntando su un settore che sarebbe esploso il cosiddetto «agri-benessere» - nella tutela ambientale, nel risparmio energetico, nelle attività sociali, e anche nella vendita diretta. Pecore che fanno la rivoluzione.