La rivolta di Downton Abbey: "Salari da fame, scioperiamo"

Dopo 900 anni di silenzio, la servitù del castello reale di Windsor si ribella. Un custode guadagna soltanto 20mila euro all'anno

LondraAnche i dipendenti reali scioperano. Per la prima volta nella storia della monarchia britannica lo staff di Windsor ha votato ieri a favore di un'azione di protesta contro il salario troppo basso. Un margine di trattativa ancora esiste, ma è già una notizia bomba che il personale di corte di Elisabetta II dopo 900 anni di onorato silenzio abbia deciso di ricorrere ai metodi sindacali di tutti gli altri lavoratori. Del resto, non siamo mica alla serie Downton Abbey perdindirindina. Quando è troppo è troppo. Così, mentre i bookmaker di tutto il Regno impazziscono nel quotare il nome giusto per la secondogenita di Kate e William (sempre che sia femmina...) la regina rischia di doversi presentare alla porta per aprire ai turisti in coda a Windsor fin dalla fine del mese.

Va detto che prima di prendere una decisione così eclatante i sindacati dei dipendenti, assunti dal Royal National Trust, avevano tentato di tutto per ottenere un aumento di paga, in particolare per i custodi che stazionano di fronte ai cancelli dei vari palazzi reali e che per anni sono rimasti al di sotto del salario orario minimo che è rispettivamente di 7.85 sterline per le dimore fuori Londra e di 9.15 per le altre. Un primo accordo era stato raggiunto l'anno scorso e prevedeva che ai dipendenti venissero riconosciuti dei pagamenti extra se impegnati in servizi al di fuori delle loro competenze, come l'accompagnamento dei turisti nelle visite al palazzo o il supporto linguistico per i visitatori che non parlano l'inglese. Qualcosa però è andato storto e alla fine l'84 per cento dei guardiani ha votato per lo sciopero. Ai giornali però hanno subito puntualizzato che la loro protesta non è nei confronti della Famiglia bensì contro l'ormai insostenibile gestione di Casa Windsor. «Siamo tutti molto leali nei confronti della nostra Regina e della Famiglia Reale - ha detto al Daily Mirror un portavoce delle guardie - non lavoreremmo qui se non lo fossimo. Ci sentiamo parte del patrimonio storico e culturale dell'Inghilterra. La nostra protesta si rivolge contro chi gestisce il castello nel nome reale e ci riserva un salario che non garantisce più un livello di vita nemmeno accettabile». Insomma, altro che Downton Abbey , questi poveretti vengono trattati come tanti Oliver Twist. Un custode appena assunto può disporre di una retribuzione annuale di 14.400 sterline (20mila euro) e da lui ci si è sempre aspettato che ottemperasse a dei servizi gratuiti essendo «la faccia pubblica del Castello di Windsor». Una richiesta che poteva valere nel passato ma che ora, a livello di stipendio rimasto immutato, diventa una pretesa feudale.

Lo sciopero potrebbe avere un impatto molto significativo sui visitatori nei prossimi mesi se gli scioperi dovessero venir attuati come da programma. Per non parlare del danno d'immagine già causato alla Ditta Windsor. Al Royal Collection Trust insistono nel dire che la stagione estiva non subirà intoppi grazie al supporto dei volontari già accorsi in aiuto di Sua Maestà, che però da tempo sembra essere alquanto in difficoltà per ciò che riguarda la servitù. Altrimenti non si spiegherebbe perché sul sito web delle dimore reali si ricerchino ancora, e con urgenza, chef e decoratori, manager e supervisori, oltre ad assistenti di ogni tipo. Quelli che si sono licenziati saranno tutti a Downton...

Commenti

Gianca59

Ven, 17/04/2015 - 09:49

Al custode daranno un aumento. Quanto ? Del 25%, esageriamo....arriva a 25000 all' anno. Quanto guadagna il custode dell tenuta presidenziale in Toscana ?

magnum357

Ven, 17/04/2015 - 10:40

Da noi invece un ricercatore universitario con dottorato non arriva nemmeno a quella cifra ma il più basso degli impiegati alla Camera prende quattro volte tanto !!!!!!! Per questo il nostro paese sta affondando !!!

macchiapam

Ven, 17/04/2015 - 11:34

Che l'amministrazione di Elisabetta fosse molto taccagna è cosa nota da sempre; ma quelli che protestano fingono di dimenticare che l'avere servito a corte rappresenta un atout decisivo per eventualmente trovare nuovi impieghi.