Roma in ansia tra militari caos cantieri e strade deserte

La gente non prende più i mezzi ed evita i luoghi sensibili: si contano tre falsi allarmi al giorno. Clima da coprifuoco, l'83% vittima della psicosi attentati. E nella zona della movida affari a picco

Il pizzaiolo di piazza Risorgimento, a ridosso delle mura Leonine che da secoli proteggono il Vaticano, la sera offre un trancio di pizza d'avanzo agli ambulanti delle rose, ma uno di loro, un bengalese con la barba corvina, rifiuta temendo contaminazioni da carne di maiale. Il commesso egiziano, un po' risentito chiede al bengalese: «Ma che sei dell'Isis?». Integrarsi a Roma significa imparare a scherzare su tutto, ma per la prima volta attorno al Vaticano si vedono più divise e mitra che tonache e croci: il clima è teso per davvero.All'ingresso della fermata «Cipro» della metropolitana ci sono due militari in mimetica con mitra spianato e il tabaccaio della stazione è sul chi vive. Chiedi se ha notato timori tra la gente, calo di passeggeri, e lui: «Non posso dare informazioni, non posso parlare di sicurezza o telecamere».

Nel senso che ha avuto disposizioni in tal senso? «...Diciamo che preferisco non parlarne». Che sia solo paura o «ordini superiori», è comunque uno dei segni del ritmo spezzato con cui ora marcia la metropolitana della capitale: all'Atac dicono che nei primi tre giorni dall'attentato c'è stato un calo di passeggeri quasi impercettibile, nell'ordine dei decimali. Ma poi c'è stato il rosario dei falsi allarmi, in media tre al giorno, con altrettanti stop temporanei delle corse. E se c'è una cosa che senti ripetere al bar in questi giorni è «non prendere la metro». In realtà è uno dei luoghi più sorvegliati con tremila telecamere, centinaia di sensori, cani anti bomba e Pandora, un sistema di allarme e comunicazione tra le forze di pronto intervento.Ma l'effetto paranoia è virale.

Alla media «Ovidio» hanno cancellato una serata per le scolaresche al Teatro Ghione perché i genitori non volevano che i figli prendessero la metropolitana. Sul web continuano a circolare messaggi di allerta di questo tenore: «Altro che falso allarme, il pacco alla fermata Cipro era una bomba, ma non ce lo dicono!!!». Parole come bombe, allarmi che fanno presa sulle famiglie, come è successo per la telefonata della mamma preoccupata, registrata e diffusa su Whatsapp, che ha fatto infuriare pure Renzi. Nella zona della movida di Ponte Milvio, che la mamma in questione sconsigliava di frequentare, gli affari sono crollati. «Di solito c'è il pienone - dicono da Jarro, uno degli indirizzi di culto della notte - ora se vedi venti persone ai tavolini qua fuori è tanto».

Stessa musica da «Trapizzino», gastronomia sempre affollata e ora vuota: «La gente ancora parla di quella telefonata - sbuffano da dietro il bancone - più che i ragazzi, sono spaventati i genitori». Secondo le associazioni di categoria, le prenotazioni al ristorante sono calate del 40%, quelle negli alberghi del 20%. «Falsi allarmi? È da criminali: Roma è ben protetta», sbotta il prefetto Franco Gabrielli. Intanto c'è anche chi pensa a far da sé: all'armeria Frinchillucci dicono che è arrivata qualche richiesta di informazioni su maschere anti-gas e giubbotti anti proiettile.A due settimane dal Giubileo, rivela Il Tempo, solo un terzo dei cantieri stradali è partito nei tempi, ma il piano sicurezza c'è: nelle zone a rischio, dal Vaticano al quartiere ebraico, oltre a telecamere e pattuglie sono attive misure anti-droni, i jammer che disturbano le onde radio. Ma un sondaggio rivela che la quota di romani che teme attentati è salita all'83%, venti punti in più dell'era pre Parigi. La voglia di ridere è rinviata.

Commenti

Rossana Rossi

Mer, 25/11/2015 - 10:39

Si, ci sono i poliziotti, che però non possono sparare se no finiscono in galera, oppure che sparano con proiettili difettosi o che si prendono pistolettate con giubbotti antiproiettile scaduti.......forse gabrielli non lo sa? C'è proprio da stare tranquilli........