Roma, usavano l'ambulanza per trasportare la droga

A Roma sette dipendenti del Policlinico Umberto sono accusati di truffa, peculato e falso ideologico

Fannulloni e spacciatori. Tre persone sono agli arresti domiciliari e altre sette iscritte nel registro degli indagati. Tra queste l’autista di ambulanze Gianfranco Troiani, Claudio Proietti e Antonio Ferri, responsabili di un settore e coordinatore dell’autoparco dell’ospedale romano, il Policlinico Umberto I, sono accusati di falso ideologico, truffa aggravata e peculato.

Gli indagati, come si legge sul Messaggero che riporta la notizia, usavano le ambulanze, a sirene spiegate, per portare la cocaina a domicilio, per andare dall’estetista o per andare a timbrare il cartellino e poi lasciare l’ospedale per fare un secondo lavoro.Gli inquirenti definiscono Troiani “un piccolo spacciatore al dettaglio” che, a volte usa l’auto di emergenza per il trasporto del sangue, altre volte l’ambulanza, ma si muove sempre con le sirene spiegate. Ferri, invece, lavorava anche in un autoparco di ambulanze privato a Casal del Marmo, mentre al Policlinico c’era chi timbrava il cartellino al posto suo. Ma c’è anche chi rubava la benzina facendo rifornimento alla propria auto e mandando il conto al policlinico, tanto che due dipendenti della stazione di servizio sono stati iscritti sul registro degli indagati. Gli investigatori sospettano che la cricca riuscisse anche a pilotare assunzioni e appalti.

Commenti
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alejob

Sab, 19/03/2016 - 15:38

E quale mezzo di trasporto migliore, nessuno poteva sospettare di questi SETTE solerti dipendenti OSPEDALIERI.