Roma va in pasto ai maiali. La serie nera della Raggi

Nella Capitale un suino rovista tra i rifiuti non ritirati Ma la sindaca si preoccupa del funerale di «Spelacchio»

Non è solo una battuta che trasforma l'acronimo SPQR in «sono porci questi romani». I porci a Roma ci sono davvero. Pascolano indisturbati tra i rifiuti intorno ai cassonetti straripanti di sacchetti non ritirati. Non è la prima volta che accade, ma non ci si abitua mai a vedere un maiale che rovista tra l'immondizia della capitale. E non in aperta campagna, ma vicino ad un'area commerciale della Romanina, nella periferia est. In una città dove però l'amministrazione si preoccupa di fare il funerale a «Spelacchio», l'albero di Natale diventato una star dopo essere stato deriso da tutti, anche all'estero, per la sua bruttezza.

La foto del maiale, postata su Facebook dal presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha fatto il giro del web e scatenato molte polemiche tra chi si scandalizza per le condizioni in cui è ridotta la capitale e chi grida al complotto e accusa Fdi di aver spacciato per attuale una vecchia foto in cui si vede chiaramente un suino che grufola alla ricerca di cibo tra il pattume. Solo a scopi elettorali. In realtà si tratterebbe del fermoimmagine di un breve video girato con il telefonino da un cittadino che mercoledì mattina stava andando a gettare la spazzatura in via del Ponte delle Sette Miglia, nei pressi di un forno e di una farmacia. L'entourage della Meloni garantisce che la foto è di due giorni fa. Un'occasione ghiotta per attaccare la giunta Raggi alle prese, in queste ore, con un'emergenza rifiuti che ha ridotto piuttosto male molti quartieri. «L'immagine di Roma, capitale d'Italia e d'Europa. Il fallimento dell'amministrazione Raggi è ormai ben noto a tutti, tranne che al M5s, che invece di risolvere il problema rifiuti, continua a dare la colpa alle precedenti amministrazioni», polemizza la leader di Fratelli d'Italia. Nel 2013, durante la campagna elettorale per le comunali, erano stati invece i Cinque Stelle a diffondere una foto simile, condivisa dal sito Roma fa schifo, in cui si vedevano un gruppo di maiali rovistare tra i rifiuti del quartiere Boccea. Beppe Grillo l'aveva postata sul suo blog titolando «I maiali di Roma» e attaccando l'allora sindaco Ignazio Marino. «Basta discariche, largo ai maiali», ironizzava il comico genovese. Adesso invece è la Raggi a doversi barcamenare tra i suini e la cronica carenza di impianti di smaltimento di rifiuti. Tra un rimpallo e un altro di responsabilità con la Regione Lazio e dopo il polemico e mancato accordo con l'Emilia Romagna, che si era offerta di smaltire parte dell'immondizia di Roma, ieri il Campidoglio ha incassato l'ok dell'Abruzzo, che accoglierà 39mila tonnellate di indifferenziata (che si aggiungono alle 40mila annue derivanti da una precedente intesa del 2014) che sarà trattata per un periodo limitato di 90 giorni nelle tre strutture di Chieti, Sulmona e Aielli.

Uno spiraglio per Roma - alle prese oggi con l'ennesimo sciopero dei trasporti pubblici, questa volta contro il concordato per l'Atac - mentre il Campidoglio ieri sera si dava da fare per l'ultimo addio allo sfortunato abete di piazza Venezia, salutato con tutti gli onori dalle istituzioni, con tanto di programma dei festeggiamenti culminato con il taglio e il trasporto in Val di Fiemme, in Trentino, dove «Spelacchio» verrà trasformato in una casetta di legno destinata alle mamme per accudire i propri figli, e in gadget vari. Così come stabilito dalla giunta capitolina appositamente riunita nei giorni scorsi. Anche se di «Spelacchio» probabilmente sentiremo ancora parlare poiché di lui si sta occupando anche l'Authority Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, che vuole verificare alcune anomalie riguardo alla ditta, sempre la stessa negli ultimi tre anni, che ha trasportato e posizionato l'albero di Natale, e ai costi dell'operazione.