Rottamazione in 5 anni e lotteria degli scontrini: arriva la pace fiscale

Nel decreto nuove agevolazioni per le cartelle arretrate: gettito di 2,2 miliardi all'anno

Dieci rate semestrali in cinque anni per chiudere il conto con Equitalia. Per saldare i debiti di tutte le cartelle accumulate tra il 2000-2017 e per le quali sono in corso azioni di recupero crediti. Zero sanzioni e zero interessi di mora. Eccola la bozza della pace fiscale, o meglio la già soprannominata rottamazione ter, contenuta nella manovra. Già, perché altro non è che la terza operazione dopo le due lanciate dai precedenti governi. Questa però porterà nelle casse dello Stato 11,1 miliardi di euro, 2,2 miliardi ogni anno per i prossimi cinque: «Un maggior appeal di circa il 70% rispetto a quello registrato per la definizione agevolata» dei governi del Pd, si legge nella relazione tecnica. Potranno sanare Iva, Irpef, Irap, contributi Inail e Inps non versati e multe sia coloro che hanno dichiarato ma non pagano per difficoltà economiche sia i sospetti evasori che hanno ricevuto un accertamento della Guardia di Finanza o dell'Agenzia delle Entrate. Ma anche chi non ha completato le precedenti rottamazioni. La differenza questa volta è che le rate avranno un tasso di interesse ridotto, lo 0,3%, anziché il 4,5%. Versando la prima o unica rata scatta l'estinzione delle procedure esecutive già avviate. In caso di omesso ovvero insufficiente o tardivo versamento di una sola rata, la rottamazione diventa inefficace e l'agente della riscossione proseguirà l'attività di recupero coattivo del debito residuo.

Una sanatoria è prevista anche sulle «liti pendenti», tra i contribuenti e l'Agenzia delle Entrate davanti alle Commissioni tributarie. La norma prevede che per i ruoli notificati fino al 30 settembre 2019 si possa pagare un importo pari al valore della controversia o, se l'Agenzia delle Entrate ha perso in primo o in secondo grado, un importo pari alla metà o ad un terzo della contestazione. Per «fare pace» sarà necessario fare domanda entro il 16 maggio e pagare cinque rate trimestrali nel 2019-20. Si prevede di incassare già il primo anno 300 milioni di euro.

Un colpo al cerchio e uno all'evasione, mantra dei cinque stelle: dal 2020 arriva la «lotteria degli scontrini». La stessa che era prevista anche nella manovra 2016 ma mai realizzata: ora si chiamerà «lotteria dei corrispettivi», partirà dal primo gennaio 2020. Ma per dare una spallata agli evasori lo scontrino sarà elettronico così come la «e-fattura». L'arrivo della certificazione telematica sarà graduale: dal luglio 2019 riguarderà i soli contribuenti con un volume d'affari sopra i 400 mila euro l'anno, dal 2020 per tutti gli altri. L'obbligo di fattura elettronica per la maggior parte delle transazioni rimane dal primo gennaio 2019. Saranno previsti con successivo decreto specifici esoneri legati al livello di connessione alla rete necessaria per la trasmissione dei dati e un'agevolazione finanziaria per l'acquisto di un registratore telematico. Il «bonus» sarà applicato direttamente dal venditore.

Non ci sarà infine l'aumento dell'accisa su benzina e carburanti che sarebbe dovuto scattare dal primo gennaio.